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Saccheggio e saccheggio in Iran 18/11/2005 Non esiste nessun altro fenomeno smascherabile e paragonabile in quanto l’introito della vendita di petrolio dell’Iran, saccheggiato, da parte del clero dominante in Iran. Si cerca di evidenziare alcune primate dell’Iran: circa 10 milioni di disoccupati di cui 85% formate dalle donne, oltre 15% dei bambini soffrono di iponutrizione, circa 8 milioni vivono in povertà assoluta, sono impediti allo studio oltre 13 milioni dei bambini in età scolare, oltre 60% delle scuole sono strutturalmente instabili( pericolanti), ogni giorno 13 persone si uccidono e 13 mila di aule non agibili, 10 milioni di persone non possiedo acqua potabile, elettricità e igiene. In compenso miliardi di dollari versati nelle casse dello Stato vengono saccheggiati senza alcune spiegazioni e giustificazioni. Non è a caso, che la poltrona del Ministero del Petrolio dei due candidati dello fondamentalista Ahmadi Nejiad nel Parlamento altrettanto Fondamentalista non sono stati accettati. In una situazione di estremo isolamento diplomatico a livello internazionale senza precedenti almeno nei ultimi dieci anni e le fazioni del regime sono in rotta di collisione e si minacciano vicendevolmente. Il Petrolio e i guadagni del petrolio vuol dire il potere, quindi organizzatori contrabbando di vecchia data delle forze armate, saccheggiatori di usura sotto il nome “le casse delle moschee” ( in persiano” Gharzolhassaneh” ) e organizzatori di traffico del sesso si stanno scontrando con le degenerate famiglie Mafiose di Hashem Rafassanjani. Questo ultimo dichiara pubblicamente ed apertamente che se continua la sua esclusione cominciò 16 anni orsono, sicuramente si difenderà quanto meglio crede. Il petrolio che in una società democratica potrebbe essere un mezzo di progresso e sviluppo, è diventata per tutti iraniani( escluso un pugno della popolazione, l’ultimo censimento dichiara che Iran fa circa 70 milioni di abitanti da vedere questo censimento se comprende anche circa 5 milioni fuoriusciti dall’Iran oppure no), una corda di sottomissione. Attualmente le bande di saccheggio( dai fondamentalisti, ai riformisti e tecnocrati), sono in guerra aperta. Negli ultimi anni, Iran ha guadagnato 680 miliardi di dollari, non si sa tuttora perché la suddetta cifra non è entrato nelle casse dello Stato, tutto ciò è in contrasto con l’articolo 53 della carta costituzionale . Il massimo esponente del regime in materia di produzione del petrolio Iraniano Dr. Mohammad Alì Yzadi ha dichiarato che per ogni barile di petrolio venduto supportiamo circa 2 dollari di costo, mentre per ogni barile, lo Stato incassa oltre 50-60 dollari. Il quale ha aggiunto che la percentuale destinata alla popolazione è di 50% mentre altre 50% alla società nazionale di Petrolio è lontano da qualsiasi logica di giustizia sociale. Il quale poi ha dichiarato che negli ultimi anni non abbiamo controllato la contabilità del Ministero del Petrolio.secondo l’esperto le fonti economiche del Ministero Nazionale del Petrolio nel 1381( 2002), ammontava a 33 miliardi di dollari, e nella società di Gas dell’Iran ammontava 8 miliardi di dollari e i prodotti petroliferi si avvicinava a 6/5 miliardi di dollari. Il quale ha poi continuato, dicendo che la società che controllava le tre suddette società, se effettuava dei calcoli per la bilancia, una cifra così enorme non si concentrava così. Questo esperto ha poi dichiarato che negli ultimi anni il Ministero del Petrolio, al contrario dell’art. 53 della costituzione, non ha versato nelle casse dello Stato. Secondo i controlli fino al secondo semestre del 1984( terzo trimestre del 2005), ha continuato questa anomalia nel Ministero, e centinaia di contratti con le compagnie in materia di energia, non manifestano alcune trasparenza. Yzadi ha aggiunto che i posti chiavi del Ministero, devono essere riformate, affinché non fossimo ancora testimoni delle documentazioni degli appalti da parte dei impiegati del Ministero in complicità con i dirigenti dei Ministeri, alle società straniere . Il quale ha finito dicendo se verrà riformato attuale Ministero, come ha dichiarato il Presidente, potremmo non essere ancora testimoni in contrasto con l’art.53 della costituzione. |