Relazione annuale del comitato per il sostegno dei prigionieri politici in Iran

Berlino  Settembre 2002 - Settembre 2003

 

Haus der Demokratie und Menschenrechte

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Komitee zur Unterstuetzung politischer Gefangener Iran - Berlin e.v.

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Premessa

Nella primavera 1997 - quando i prigionieri politici in Iran avevano iniziato uno sciopero della fame indeterminato per protestare contro le condizioni di detenzione disumane e contro il divieto di vedere i loro parenti - la repressione contro i coniugi dei prigionieri politici era aumentate.

Il regime iraniano cominciò a detenere ex prigionieri e a farli sparire. Dopo queste notizie, noi - alcuni iraniani esiliati ed ex prigionieri - abbiamo deciso di fondare questo comitato.

Nel settembre 1999 abbiamo organizzato, con successo, uno sciopero della fame di 5 giorni insieme ad altri organizzazioni iraniane e l'associazione studentesca berlinese "Asta" davanti al consolato iraniano a Berlino per annullare le sentenze capitali contro quattro studenti.

Convinti della  libertà di parola, opinione e stampa, noi rendiamo un servizio pubblico e politico. Ci impegnamo per la separazione tra stato e religione e per la realizzazione della democrazia e dei diritti umani in Iran. Noi sosteniamo tutte le persone che sono detenute in Iran per le loro dichiarazioni o azioni di matrice politica o religiosa, per la loro appartenenza a delle minoranze etniche o per aver protestato contro la dottrina sociale del regime d'Iran.

 

 Introduzione

  Ogni giorno ci troviamo davanti alla violazione  massiccia dei diritti umani in Iran, problema da 25 anni all’ordine del giorno della repubblica islamica d'Iran.

Nei due anni passati  è stata evidenziata la violazione dei diritti umani a causa della costituzione islamica del paese, che corrisponde alla Shar’ia.

Secondo varie fonti di commissioni sui diritti umani, nel 2002 sono state censite 475 persone giustiziate , fra loro una quantità innumerevole di prigionieri politici.

Possiamo partire dal presupposto che i dati reali sfuggiti alle statistiche sono più alti, dato che l’Iran non pubblica statistiche ufficiali.

La catena  di morte che violenta il Patto Internazionale sui Diritti Civili e Politici è utilizzata come mezzo di pressione e intimidazione. L’Iran, tuttavia, appartiene ad uno dei paesi che hanno ratificato questa dichiarazione.

L’attuale condanna a morte della signora Shahnaz, di anni 35, tramite lapidazione, mostra ancora una  volta, come questo regime sia capace di qualsiasi azione.

Il nuovo stratagemma del regime islamico in Iran, cioè l’abrogazione della lapidazione, serve ovviamente solo ad impedire un nuovo  decreto dell’ ONU contro il regime islamico per quanto concerne la violazione dei diritti umani.

Come previsto, né la lapidazione né la tortura sono state abrogate e nemmeno la ratifica della Convenzione contro la Discriminazione delle Donne è stata conseguita.

La 59° udienza della Commissione dei Diritti Umani ONU, nel 2003, non aveva condannato le violazioni dei diritti umani in Iran. In cambio l’Iran era stato obbligato a concedere la visita della delegazione ONU. Gli osservatori dell’ONU per ispezionare la situazione dei diritti umani si erano trovati dal 15.02.-26.02.2003 in Iran. Durante questo periodo, però, il prigioniero politico Sassan Al Kanan fu ugualmente giustiziato, nonostante il suo nome fosse sulla lista della delegazione stessa. Altri oppositori furono catturati durante quel periodo. Com’è si è potuto conoscere, la repubblica islamica d’Iran ha impedito in modi diversi, durante le visite programmate della delegazione, l’accesso ai carceri e le conversazioni con i prigionieri o ex prigionieri, i cui nomi erano conosciuti ai membri della delegazione. Ai familiari dei prigionieri politici ed anche ai  rappresentanti delle organizzazioni studentesche è stato impedito dalle autorità iraniane di parlare con la delegazione. L’hotel Laleh, in cui i delegati erano stati sistemati, venne isolato dalle guardie della rivoluzione (passdaran) e dai servizi segreti. Oltre alla cattura delle persone disposte a fare una deposizione davanti all’hotel, i prigionieri politici furono spostati dentro alle carceri in stanze diverse per impedire il loro incontro con la delegazione.

Poi i delegati vennero informati che i prigionieri politici in questione non volevano ricevere delle visite. Durante la

conferenza stampa a Tehran, alla conclusione della visita di 12 giorni, il leader della delegazione dell’ONU, Louis Joinet, ha criticato l’applicazione repressiva delle leggi in Iran, la sproporzione fra crimine e punizione ed anche la mancanza di una difesa legale per i prigionieri politici.

 L’omicidio della fotografa canadese-iraniana Zahra Kazemi (vedi pagina 20)  mentre era in stato di  detenzione, ha provato ancora una volta che l’esistenza della repubblica islamica d’Iran si fonda solo sulla violenza e ha dimostrato come le persone vengano ricattate.

Zahra Kazemi è diventato un caso rappresentativo per tutte le vittime della repubblica islamica. Il suo caso è conosciuto in campo internazionale perché lei aveva uno status diverso dalle altre vittime. Oltre alla cittadinanza iraniana aveva anche quella canadese.

 La Convenzione sull'Eliminazione d’ogni Forma di Discriminazione nei Confronti della Donna (CEDAW) è stata respinta dal Consiglio dei Guardiani, il quale deve approvare ogni legge varata dal parlamento. Il Consiglio dei Guardiani ha giustificato il suo voto affermando che l’articolo 28 della convenzione respingeva qualsiasi aggiunta che non corrispondeva al contenuto della convenzione. Questo significherebbe una valutazione superiore della convenzione sul diritto islamico e  ciò che non potrebbe essere accettabile per uno stato islamico. Nello stesso tempo la decisione di firmare la convenzione ONU contro qualsiasi forma di tortura è stata  respinta.

 Le proteste studentesche si sono estese dalla capitale ad altre città. I dimostranti hanno mostrato che sono stanchi dei potenti nell’Iran e che non credono più alle promesse vuote dei riformisti.

Gli iraniani hanno capito che le vere riforme democratiche non si possono realizzare dentro il sistema ideologico del regime attuale. Le strutture di potere in Iran sono create in maniera severamente gerarchica e tutto è ordinato dall’alto. Questa tutela si estende fino ai campi più privati della vita  delle persone. Le proteste più recenti degli studenti, degli operai, donne e adolescenti, si fondono e diventano una sorta di  tribunale contro il regime  islamico.

 Il governo iraniano ha disdetto il soggiorno del relatore dell’ONU per la libertà d’opinione, Ligabo, e rinviandolo a tempo indefinito con la spiegazione che il tempo per stabilire un termine è stato troppo limitato.

Allo stesso modo il viaggio programmato per la metà di luglio della delegata per la politica sui diritti umani del governo tedesco, Claudia Roth, fu disdetto poiché fu giudicato “sfavorevole” e “inopportuno”, perché la politica tedesca “è sotto l’influsso della politica statunitense”.

 A noi dispiace che l’universalità dei diritti umani sia messa in ombra dalla lotta internazionale antiterrorista sostenuta dalla politica estera europea o italiana e che la violazione dei diritti umani sia accettata a favore di premure diplomatiche.

L’apparato repressivo è ancora capace di consolidare il potere degli “ayatollah”. Arresti di massa, torture ed esecuzioni capitali sono utilizzati per controllare la gente.

 L’intento, tuttavia, di cambiare il regime islamico dall’interno è fallito, anche se il governo italiano segue parlando della possibilità di riforme nell’Iran per legittimare le loro attività economiche e politiche.

 Gli USA “amoreggiano” con l’Iran e gli vengono incontro ogni volta ne traggono un vantaggio, mentre le minacce contro l’Iran fortificano le tendenze islamiche nel paese.

La chiusura dell’ufficio dei Mujaheddin del Popolo o, meglio detto, del Consiglio Nazionale di Resistenza a Washington, è stata interpretata dall’Iran come un passo iniziale per altre relazioni.

Nella politica del “bastone e della carota” non c’è spazio per i diritti umani.

 Noi chiediamo all’UE di smettere con il  loro silenzio verso la violazione dei diritti umani nella Repubblica Iraniana.

L’ elenco seguente non è necessariamente  completo. Il suo scopo è dare una visione d’insieme delle violazioni dei diritti umani secondo questa successione:

1.   Introduzione (pagina 3 - 5)

2.   Esecuzioni di cui si è  a conoscenza e pubblicazione dei nomi (pagina 6 -10).

3.   Lapidazioni di donne (pagina 11 - 12)

4.   Arresti volontari e nomi pubblicati di condannati e arrestati (pagina 13- 19)

5.   Tortura, amputazioni e fustigazione (pagina 19 - 20)

6.   Rappresaglie contro studenti (pagina 20 - 36)

7.   Rappresaglie contro giornalisti (pagina 36 - 40)

8.   Terrorismo e spionaggio (pagina 40 - 41)

9.   Proteste internazionali (pagina 41 - 44)

10.  Altre informazioni (pagina 44)

 

La pena di morte in Iran è contemplata dalla costituzione, non solo per i reati politici, ma anche per quelli contemplati dalla legge islamica (Shar’ia) nel codice penale.

 -     Domenica 29.09.2002 cinque uomini sono stati impiccati pubblicamente a Tehran con una gru.

-     Nell’ottobre del 2002, i quattro membri arrestati del Partito Democratico del Kurdistan d'Iran (DPKI),

       Hamzeh Ghaderi, Khaled Shoghi, Jalil Ziveei e Saleh Gudarzi, sono stati giustiziati dopo una detenzione        durata anni.

-     Secondo informazioni del DPKI sei persone sono state giustiziate nell’ottobre 2002.

-     A Lamard due uomini sono stati impiccati pubblicamente con una gru.

-     All’inizio d'ottobre del 2002, un uomo è stato impiccato tre volte con una forca, sebbene fosse già morto la         prima volta. La spiegazione: lui era condannato tre volte a morte.

-     Un’altra esecuzione di un uomo ventiduenne si è tenuta in una piazza pubblica nella città di Ilam.

-     Il 17.10.2002 E.T. e F.J. sono stati impiccati nella città di Ahwaz.

-     Secondo un articolo del quotidiano di Teheran, quattro sentenze capitali sono state confermate dalla

       corte suprema. La data dell’esecuzione non è stata menzionata.

-     Abbas Lotfi è stato impiccato nel novembre del 2002 nella città di Aandimeshk.

-     Haschem Anwarnia e Farhad Rahmanpour sono stati impiccati pubblicamente a Tehran nel Novembre del

       2002. Prima dell’esecuzione ognuno di loro aveva ricevuto 80 frustate.

-     Mohammad Keramati è stato impiccato nel novembre del 2002 per contrabbando a Tabriz.

-     Massoud Parvizi Omran, studente di medicina, è stato impiccato pubblicamente nello stadio della città di

       Amol nel novembre 2002 per un rapimento.

-     Muhaiddin Dorosti, cittadino afgano, è stato impiccato pubblicamente nella città di Bandar Rig nel

       novembre 2002.

-     L’esecuzione pubblica di Ali Eskandari si è tenuta nella città Qom, nel novembre 2002.

-     Farzad Wakilian è stato impiccato nel novembre del 2002 nella città di Kermanshah.

-     Secondo un rapporto del partito Komala, due prigionieri politici, Mostafa Jula e Ali Kak Jalil, sono stati

       giustiziati il 15.11.2002 nella città di Marivan senza processo legale e senza sentenza.

-     Le esecuzioni di Essmail Dana, Ali Kamyab, Madjid Mostmand, Nasser Alizadeh e Beytollah Maleki

       sono state eseguite nel novembre 2002 a Tehran per contrabbando.

-     Un uomo chiamato Mohammad Hadi, che doveva essere impiccato nella città Homayoon Shahr, è morto

       d’infarto nell’ottobre 2002.

-     Secondo informazioni del partito Komala, il 07.11.2002 Mostafa Jula e Ali Kak sono stati giustiziati il

       07.11.2002 nella città Marivan.   

-     Farzad Vakilian è stato condannato a morte e impiccato pubblicamente nel novembre 2002 nella città di

       Kermanshah.

-     Hashem Anvar Nia, 34 anni, e Farhad Rahmanpour, 23 anni, sono stati giustiziati pubblicamente, nel

       novembre 2002, per omicidio a Tehran. Prima dell’esecuzione ognuno aveva ricevuto 80 frustate.

-     Mohammad Karamati è stato giustiziato pubblicamente nella città di Tabriz, nel novembre 2003 per

       contrabbando.

-     Tre persone sono state impiccate pubblicamente in novembre nella piazza dei 72 martiri nella città di Qum.

-     Ali Eskandari, ventenne e figlio di Mohammad Reza, è stato impiccato pubblicamente nella città di Qum,

      nel novembre 2002, per rapimento e violenza.

-     Il 3.10. 2002 Shahin Saidpour, che non era capace di reggersi in piedi è stato accompagnato da due

       poliziotti ed è stato giustiziato con una gru. Si ritiene che egli abbia avuto un infarto prima dell’

       esecuzione. In seguito vi furono delle proteste, stroncate dai funzionari di pubblica sicurezza.

-     Un detenuto di nome Shahram è stato condannato a morte nel dicembre del 2002. Si ritiene che abbia

       ucciso un suo compagno di cella nel carcere Qasr a Tehran.

-     Nel carcere Evin sei uomini sono stati giustiziati il 31.12.2002 per contrabbando: Karam Abdollahi, Nader

       Sadati, Ahmad Ali Golestaneh, Khalil Mansouri, Mostafa Ganj Ali, Seyyd Khalil Pouranwari.

-     Il diciannovenne Issa Lak è stato giustiziato nel dicembre 2002 dopo aver ricevuto 74 frustate in un

       carcere nella città Bandar Abbas.

-     Un detenuto è stato impiccato nel carcere Tehran il 16.02.2003 per furto.

-     Behruz Hamid e Ali Shumali sono stati giustiziati pubblicamente per motivi sconosciuti. Durante l’

       esecuzione erano presenti più di 400 poliziotti e funzionari della sicurezza pubblica.

-     Un ventiduenne, che nell’età di diciassette avrebbe ucciso un suo amico, è stato impiccato nella città di

       Karaj.

-     Quattro uomini sono stati giustiziati pubblicamente il 01.02.2002 nella città di Arak.

-     Sassan al Kanaan, prigioniero politico, è stato giustiziato il 20.02.2003 nella città di Sanandaj durante la

       visita della delegazione dell’ONU, avvenuta tra il 15. e il 26.02.2003 in Iran per il controllo della

       situazione dei diritti umani in Iran.  

-     Lui fu accusato di aver nascosto e alloggiato i membri del partito proibito Komala e quindi condannato a

       morte il 17.01.2003 da Mohareb (guerriero contro Dio). Il suo nome era sulla lista della delegazione dell’

       ONU. Due ex membri del Komala sono stati condannati, per le stesse accuse, a 10 anni di prigione.

-     Due uomini, A.Sh. e B.J. sono stati giustiziati pubblicamente per minacce e sovversione mentre il terzo è

       stato condannato di 10 anni di carcere. Nessuno di loro aveva commesso un assassinio.

-     Mohammad Golabi, un prigioniero politico, membro del Partito Comunista d’Iran, detenuto per quattro

       anni, è stato giustiziato il 02.03.2003. Per paura di proteste è stato sepolto di nascosto.

-     Hossein Ahmadzadeh, che è stato incarcerato il 19.03.2003, è stato trovato morto pochi giorni più tardi,

       ucciso sotto torture. Un delegato ha comunicato il caso solo a luglio.

-     Un uomo condannato per rapina a mano armata è stato giustiziato. In base al quotidiano di Tehran “

       Entekhab” del 28.04.2003 si ritiene che quest’uomo abbia  più volte rapinato i passanti di una strada

       secondaria vicino a Ahwaz, nel sudovest del paese. Si afferma che sia stato giustiziato il 27.04.2003,

       dopo che la corte suprema aveva confermato la pena.

-     Un uomo è stato decapitato con una spada in Iran. (quotidiano “Sedaya Edalat”/13.05.2003 )

-     Un condannato a morte è stato impiccato pubblicamente in un campo da calcio nel sud di Tehran il

       20.05.2002. Il cadavere è stato rimosso solo dopo mezz’ora per intimorire gli astanti.

-     L’esecuzione pubblica di Ahmad Dolatyari ha causato proteste a Tehran fra la gente, che furono

      represse sul posto con l’aiuto dei Pasdaran.

-     Secondo il quotidiano iraniano Etemad otto uomini sono stati impiccati pubblicamente il 13.05.2003 nella

      città Maschhad.

-     Hassan Mussavi è stato impiccato pubblicamente il 03.06.2003 nella città di Malayer. Non è stato

       comunicato il motivo della condanna a morte.

-     A detta di un’organizzazione oppositiva iraniana Gholamhossein Mohammadi, proveniente d’Amol, è

      stato giustiziato insieme a due amici per la partecipazione a alcune proteste notturne. Le esecuzioni

       sono state comunicate alle famiglie con l’avviso che la commemorazione per i giustiziati è stata proibita.

      (comunicato stampa dei Mojaheddin del Popolo del 12.07.2003)

-     A detta della media iraniana due spacciatori sono stati impiccati il 31.08.2003 in un sobborgo di Tehran.

       Si calcola che ci siano più di due milioni di tossicodipendenti in Iran, la metà di loro gravemente

      dipendenti.

-     Il 25.07.2003 cinque uomini sono stati impiccati pubblicamente in un sobborgo di Isfahan.

-     Una quantità imprecisata di uomini è stata impiccata pubblicamente il 17.07.2003 nel carcere Qasr a

       Tehran.

-     A Jalil, in un sobborgo della città Tabriz, due uomini giovani hanno ricevuto pubblicamente 81 frustate

      ciascuno.

 Omicidi politici

 -     Sono arrivati alla commissione 90 ( comitato di petizione parlamentare islamico), vari reclami da parte

        di parenti dell’opposizione uccisi dai Basijis e dall’amministrazione della giustizia  , che allo stesso tempo

         insieme ai parenti ha mandato delle copie al presidente dello stato Khatami. Alcuni membri della

         commissione sono responsabili della discussione pubblica dei reclami in parlamento. La pubblicazione delle          copie è stata rifiutata da Ayatollah Mehdi Karrubi, il presidente del parlamento.

-     Sirvan Anwari, un membro del partito Komala, benvoluto dal popolo, è stato ucciso nella città Baneh  in

       circostanze misteriose (Ottobre 2002)

-     Tre uomini e due donne sono stati assassinati nella città di Kerman in una azione di  pulizia della società

      islamica dei depravati. Sei uomini, noti come assassini, sono considerati essere impiegati in pubblici

      poteri iraniani. Il procedimento è accaduto a porte chiuse.

-     La studentessa Fereshteh Alizadeh dell’università Al-Zahra è sparita dalle proteste studentesche dal

      1999.

-     Mohammed Ali Abravan, uno dei detenuti per le proteste degli abitanti della città Kenarak (nella

      provincia Sistan va Baluchestan) è stato ucciso nel novembre 2002 dopo di due mesi di tortura con una

     siringa di veleno.

-     Una giornalista d’origine iraniana di 54 anni, che si trovava per un reportage fotografico in Iran, è stata

      detenuta dai funzionari di pubblica sicurezza ed è morta il 23.07.2002 nell’ospedale militare di Tehran per

     le conseguenze di un’emorragia cerebrale. Era stata fermata il 23.06.2002, mentre scattava delle

    fotografie durante le proteste studentesche davanti al carcere Evin a Tehran. Arrestata, fu interrogata

    per 77 ore dalla polizia, dalle procure della repubblica e dai servizi segreti. Il ministero di cultura e

    educazione islamica, che è responsabile dei giornalisti iraniani e stranieri, ha dichiarato che era morta a

    causa di un colpo apoplettico dovuto ad eccessivo stress e successiva sincope cardiaca. L’esito dell’

    autopsia ha evidenziato varie costole rotte e cinque fratture su cranio. l’Ershat  ha dovuto ammettere

    che il precedente comunicato era falso. Il Canada ha ritirato il suo ambasciatore dall’Iran.

-     Farahmand Sadeghvaziri, che dal 1980 al 1987 collaborò con il partito Komala, fu arrestato il 01.07.2003

     dai servizi segreti durante il suo espatrio con la moglie e i cinque figli. Fu ucciso durante la sua

     detenzione, dopo cinque giorni di tortura. Per  decisione dei servizi segreti venne sepolto durante la

     notte e senza avviso. (comunicazione del Komala dell’ 08.07.2003)

 

 

3.      Lapidazioni e donne

 

Il governo iraniano non ha ancora deciso in maniera definitiva un termine per la punizione crudele della lapidazione in Iran.

L’Iran aveva accolto la richiesta dell’Unione Europea di abolire la lapidazione, perché l’UE considerava la sua abolizione una condizione importante per una cooperazione politica ed economica più stretta con l’Iran. Ma il clero islamico conservatore difende le lapidazioni come pena adatta per l’adulterio, secondo i dettati della legge islamica. L’ abolizione di questa legge non è stata ratificata né dal parlamento islamico né dal Consiglio dei Guardiani. Si sostiene che il capo dell’autorità giudiziaria, Ajatollah Haschemi Schahrudi, abbia deciso di sospendere temporaneamente la lapidazione, in considerazione dell’eco negativa internazionale contro la pena di morte tramite lapidazione per i rapporti sessuali disonorevoli, prostituzione o altri delitti simili che violino la Shar’ia,  fino a quando non si sia trovata un’altra pena sostituiva.

 

-     Le ultime lapidazioni, che hanno riguardato una donna chiamata Goli Nikkhu e un uomo chiamato Junes

      Assadi, sono state eseguite a causa di relazioni sessuali disonorevoli, il 25.10.2002 nella città di

      Naghade. Entrambe le vittime erano state prima imprigionate  per 12 anni.

-     Una donna è stata condannata alla lapidazione nella città di Bafgh, provincia di Kerman.

-     Durante l’esecuzione della sentenza capitale tramite lapidazione nel novembre del 2002 nella città di Yazd,

       il condannato Nostan Aboui è riuscito a fuggire. È stato catturato e riportato in prigione. Nonostante la

        legge islamica, un condannato che sia riuscito a fuggire da una lapidazione diventa libero.

-     Una donna di 35 anni è stata condannata a morte mediante  lapidazione, il 14.08.2003 nella città di Karadj.

      La sentenza è stata confermata dalla corte suprema della giustizia iraniana.

      La discriminazione sistematica contro le donne in base alla Shar’ia porta all’ uso quotidiano della violenza nei        loro confronti. Ecco alcuni esempi di oppressione e violenza quotidiana:

 -     A causa delle leggi rigide sull’abbigliamento e sul comportamento, le donne iraniane sono discriminate e

      punite severamente. In caso di mancata osservanza dell’obbligo di portare il velo segue la fustigazione.

 

-     Le donne iraniane non hanno diritto al divorzio o all’affidamento dei loro figli.

-     Nell’ambito della giurisdizione, riguardo proprietà ed eredità, sono in grave svantaggio.

-     Le donne non possono viaggiare senza il permesso del marito.

-     Il tentativo perverso del parlamento iraniano di adattare, per motivi di equiparazione dei diritti delle

      donne, la pena pecuniaria a quella degli uomini, è stato respinto dal Consiglio dei Guardiani. Le donne

     iraniane che soffrono di più sotto questa circostanza,  ritengono questa pena crudele.

-     Il numero degli omicidi d’onore, eseguito da parenti di sesso maschile, è aumentato in maniera

     preoccupante, perché secondo la legge islamica non sono punibili oppure devono solo pagare un pena

     pecuniaria.

-    Secondo la legge islamica sono proibite le relazioni prematrimoniali fra ragazzi e ragazze e sono punite

     con delle multe o perfino con delle frustate. In Iran è stata istallata una pagina web per la ricerca di

     partner. A detta dell’agenzia di notizie IRNA, del 06.08.2003, la pagina nella provincia di Gilan è

     considerata come una nuova esperienza con il fine di rendere possibile ai giovani la ricerca on line di un

     partner.

-     Un uomo chiamato Nabi, che aveva sgozzato sua figlia, è stato condannato a tre anni di carcere. Egli

     aveva ucciso la figlia perché sospettava fosse  stata violentata dallo zio (giornale “Zanan”, No.98,1998).

     Secondo il codice penale (§ 220) padri o i parenti di sesso maschile non sono puniti nel caso di omicidio

     dei figli. Possono pagare una pena pecuniaria o venire frustati.

-     Il governo iraniano rifiuta la naturalizzazione dei rifugiati afgani che siano sposati con delle iraniane.

     Queste donne iraniane devono quindi scegliere fra divorzio o emigrazione. Al contrario si realizza una

     naturalizzazione automatica di una donna afgana sposata con un uomo iraniano.

-     Afsaneh Noroosi, una donna di 32 anni, è stata condannata a morte per aver ucciso difendendosi dal l’

     amico del marito che tentava di violentarla. Due altre donne sono state condannate a morte come

     omicide, per delitti simili.

 

  4.     Arresti arbitrari

           

Tra gli arresti arbitrari vi sono arresti di adolescenti che partecipano a delle feste oppure quelli di più di 20 giovani il 13 di

gennaio 2003 nell’ambito di una retata di due Internet-Cafè a Tehran.

  

-     36 persone sono state arrestate nel novembre del 2003 ad una festa privata nella città Karaj.

-     Alireza Eshragi e Rahman Ahmadi, giornalisti del quotidiano Hayat-e-No, sono stati arrestati il 11.01.

     2003.

-     Rahim Chavel è scomparso senza lasciar traccia, come anche Khalil Blurian e Omar Ghamtareh di

     Mahabad.

-     Shahpour Assbari, prigioniero politico, è scomparso da più di venti anni.

-     Massoud Arabshahi (pittore), Mania Akbari (attrice), Mohammad Ebrahim Jafari (professore d’arte),

     Sharaf Jahan (direttrice della galleria d’arte) ed alcuni altri artisti che erano presenti nel vernissage, una

     mostra nella galleria Negar, sono stati arbitrariamente arrestati nel dicembre 2002.

-     Parviz Moradi, uno dei prigionieri politici nella città di Khorramabad, ha iniziato il 21.12.2002 uno sciopero

     della fame. È uno dei 160 arrestati che erano stati arrestati durante i conflitti in città. Non si sa nulla sul

     suo stato di salute e sulla prosecuzione dello sciopero della fame.

-     Tre membri del partito Komala sono stati arrestati a Sanandaj.(14.02.2003)

-     In seguito all’omicidio da parte della polizia di un ragazzo diciottenne, a Bandar   Khamir, un gruppo di

     adolescenti ha protestato spontaneamente per strada. Durante queste manifestazioni i giovani furono

     uccisi dai poliziotti, 12 persone ferite e 200 persone arrestate.(17.02.2003)

-     Asghar Mazaheri Kalahroudi, ufficiale pensionato di 67 anni, è stato deportato e detenuto in un posto

     sconosciuto. Kalahroudi uscì di casa a Tehran il 13.06.2003 e da allora non è stato più visto. Il

     21.06.2003 la polizia perquisì la casa della famiglia e confiscò foto, documenti personali ed un computer.

     Lo stesso giorno fu comunicata alla famiglia di Kalahroudi che egli si trovava in detenzione.

-     42 persone legate alla Fronte Democratica si trovano in detenzione.(26.05.2003)

-     Mohsen Sazgara, un giornalista di 48 anni e suo figlio, uno studente ventenne, sono stati arrestati e

     detenuti in un luogo sconosciuto. Mohsen e Vahid Sazegara sono stati arrestati, il 15.06.2003, nella loro

     casa a Tehran. Nel 2002 la pubblicazione del suo quotidiano “Golestan - e - Iran” è stata sospesa dopo  

     pochi numeri. Il giornalista venne arrestato nel febbraio 2003 per la pubblicazione di un articolo sul suo

     sito internet “All’ Iran” in cui chiedeva un cambiamento fondamentale della costituzione. Nel giugno

     2003 gli furono proibite le interviste con i media esteri.

-     Qasem Sholeh Sadi, avvocato di 58 anni e professore di scienze politiche, è stato arrestato il 24.02.2003,

     alle cinque di mattina all’aeroporto internazionale di Tehran, perché aveva messo in dubbio con una

     lettera aperta diretta all’Ayatollah Khamenei, la sua posizione di capo religioso, criticando le sue

     decisioni politiche.

-     Behrouz Geranpayeh, Hossein Ghaziyan, Abbas Abdi e Mohsen Goudarzi sono stati arrestati in  seguito

      ad un sondaggio sul rapporto fra l’Iran e gli Stati Uniti. Il risultato era che il 74 % degli intervistati

     approvavano un dialogo con gli Stati Uniti. L’istituto di sondaggio è stato chiuso per ordine degli uffici

     di giustizia. Behrouz Geranpayeh è stato arrestato il 17.10.2002, il Dr. Hossein Ghaziyan è stato arrestato

     il 31.10.2002 dai magistrati dopo una perquisizione del suo ufficio a Tehran. Per entrambi non è stata

    formulata un’accusa. Con un comunicato stampa il 10.11.2002, il delegato parlamentare Seyyed Ali

    Akbar Moussavi Khoieni ha affermato che Dr. Hossein Ghaziyan e Behrouz Geranpayeh sono, al

    momento, sotto pesanti interrogatori  in un carcere militare illegale. Si suppone  si tratti del carcere 66,

    a nord di Tehran, posto  sotto il controllo dei Pasdaran. Abbas abdi è stato arrestato il 04.11.2002

    dopo di una perquisizione della polizia nel suo appartamento a Tehran. Mohsen Goudarzi è stato

    arrestato il 30.10.2002. Amnesty International teme che Dr. Houssein Ghaziyan, Behrouz Geranpayeh e

    Abbas Abdi, corrano il rischio di essere maltrattati o torturati, perché sono trattenuti in un luogo

    sconosciuto.

-     Mohammad e Simin Mohammadi, rispettivamente padre e sorella degli studenti Manuchehr e Akbar

    Mohammadi, incarcerati da luglio 1999, sono stati arrestati durante la visita al carcere. Il padre venne

    liberato dopo due giorni, la sorella è ancora imprigionata.(ISNA/12.07.2003)

 

 Condanne

 

Said Masuri, prigioniero politico nella camera 209 del carcere di Evin, è stato

condannato a morte nell’ ottobre 2002. Si trova in isolamento. I suoi genitori si sono

lamentati con una lettera aperta, sulla situazione dei prigionieri politici e del figlio,

criticando la delegazione ONU. I delegati ONU non avevano infatti visitato, durante il  loro

soggiorno nel marzo di quest’anno  in Iran, i prigionieri politici e soprattutto i

prigionieri politici sconosciuti.

-     Due prigionieri politici, Khaled Fereyduni e Omar Feghpour sono stati arrestati e condannati a morte nel

      marzo 2001.

-     Mohammad Reza è stato condannato a morte per omicidio ed il suo complice Zeynab è stato condannato

      a 25 anni di detenzione.

-     Hassan Mahmoudi è stato condannato a morte.

-     La pena di Hojatoleslam Hassan Eshkevari, che nel 2000 era stato condannato a morte da un tribunale

       speciale, è stata trasformata nel maggio 2001 a due anni di detenzione ed è stata modificata

       ulteriormente nel 2002 a sette anni.

-     Osman Moradi è imprigionato nella città Sannandadj e rischia l’esecuzione capitale.

-     Said Shah Ghalei, Valiollah Feyz Mandavi, Gholam Hossein Kalbi rischiano l’esecuzione capitale.

-     Nader Sepahvand è stato condannato a morte a Khoramabad, nel novembre 2002, per rapina a mano

      armata, così come suo fratello Nabiollah. Altri due fratelli sono similmente stati condannati a delle pene

      detentive e al bando.

-     Firouz, di 36 anni, e Gholam, di 32 anni, sono stati condannati nel novembre 2002 a tre anni di

      detenzione e 74 frustrate. Avevano rubato un sacco di riso di 14 chili in un negozio.

-     Il detenuto Javar, di 32 anni, è stato condannato a morte nel carcere Qasr.

-     Hossein A. è stato condannato a morte nel dicembre 2002 dal presidente giudice del dipartimento 1603,

      Mohammad Soltan Hemmat Yar.

-     Quattro uomini sono stati condannati a morte nel dicembre 2002 a Borujerd per contrabbando.

-     Due uomini giovani, Issa e Hammat, sono stati condannati nel dicembre 2002 a Tehran per omicidio a

      148 frustrate e a morte.

-     Mehdi S

 

anjari Baf, membro del Fronte Democratico d’Iran, è stato condannato nel dicembre 2002 a

cinque anni di detenzione.

-     Un uomo diciannovenne è stato condannato il 11.01.2003 a Tehran a morte, perché era stato sorpreso

      mentre consumava della bevande alcoliche.

-     Un uomo, Jafar Bagheri, è stato condannato a morte per omicidio.(1.2.2003)

-     Un giovane uomo, Davoud, è stato condannato a morte per omicidio.(3.2.2003)

-     Hassan Ali Ghasian, presidente dell’istituto di statistica, è stato condannato a 9 anni di detenzione con l’

      accusa di “propaganda contro il regime” e “ vendita d’informazioni”. Abbas Abdi è stato condannato

      con le stesse accuse ad otto anni di detenzione.

-     Un uomo di nome Alireza è stato condannato a morte per omicidio.(10.02.2003)

-     Un giovane uomo chiamato Hadi è stato condannato a morte per omicidio.( 20.02.2003)

-     Una donna, Mandana, è stata condannata a morte per l’omicidio di un uomo di 24 anni.(24.04.2003)

-     Farad Hamidi, portavoce dell’Unione Nazionale Degli Studenti, ha menzionato in un'intervista i nomi

      degli studenti catturati a Karaj: Amir Saran, Assad Shaghaghi, Mohammad Tebbi, Sadr Nia, Abou Sadri,

      Said Shah Ghalei (egli è stato trasferito nel dicembre 2002 ad Ahwaz e con molta probabilità è stato

      giustiziato), Valiollah Feyz Mandavi Kani (anche egli è stato trasferito nel dicembre 2002 ad un altro

      carcere e mancano sue notizie) e Said Massouri (pena capitale).

-     I Bahai sono perseguitati, detenuti e giustiziati dallo stato iraniano per la loro confessione. È questo il

      motivo della detenzione di Kholussi, Zabihi, Moghaddam, Kashefi.

-     Mohammad Esmailzadeh, di 35 anni, è stato condannato a morte. Durante la cattura nell’agosto 1996

      venne colpito da colpi d’arma da fuoco e torturato nonostante fosse ferito alle gambe. A causa dell’

      infezione delle ferite gli furono amputate le gambe. Egli protestò contro la propria condanna davanti alla

      Commissione 90, ma non ottenne alcuna risposta.

-     Il Dottor Seyyed Hashem Aghajari, 45enne e storico, pubblicista e professore di storia nell’università di

       Tehran, è stato catturato l’otto agosto del 2002, dopo aver auspicato, il 19 giugno 2002, nella città

       Hamadan in un suo discorso un rinnovamento religioso, secondo il quale i musulmani non dovrebbero

       seguire i loro leader religiosi ciecamente. Egli è stato condannato il sette novembre del 2002 in un

      processo a porte chiuse a 74 frustrate, otto anni di detenzione e alla pena capitale. La sentenza causò in

      Iran un’ondata di proteste studentesche. Anche in seguito al dissenso internazionale, la sua condanna

     a morte è stata modificata in quattro anni di detenzione. La corte gli ha inoltre proibito per altri cinque

     anni qualsiasi attività accademica. Il capo supremo iraniano Ayatollah Ali Khamenei  è stato poi

     costretto ad ordinare il ricorso in giudizio.

-     Esmail Mohammadi, di 38 anni, proveniente dalla città di Bukan, arrestato nel settembre 2002, è stato

     condannato a morte dalla 1.dipartimento della Corte Rivoluzionaria.(comunicato del 12.7.2003 del partito

     Komala)

-     Abbas Amir Entezam di 70 anni è in arresto da quasi 24 anni. Egli fu il primo portavoce del governo e

      dopo la rivoluzione venne condannato all’ergastolo, nel giugno 1981, dalla corte rivoluzionaria. In

      seguito raccontò come fu picchiato e torturato, venendo messo in una bara e costretto ad assistere a

     delle esecuzioni e  torture. Quando fu liberato nel 1989, grazie alle pressioni eseguite dalle organizzazioni

     per i diritti umani, richiese un pubblico processo e la sua riabilitazione. In vari interviste descrisse cosa

     gli era successo durante 18 anni di  prigionia e questo gli costò una nuova incarcerazione. Con una

     lettera a Danielle Mitterand chiede di fare pressione sul governo iraniano, tramite il comitato dell’ONU

     per i diritti umani, per avere un processo giusto. Lo stato di salute d’Amir Entezam è critico.

-     Akbar Khansalari, membro del Fronte Democratico dell’Iran è stato condannato da una corte

    rivoluzionaria a due anni di detenzione. Era stato arrestato durante le proteste studentesche, a luglio, da

   dei poliziotti in borghese.

 

Condanne d’adolescenti

 

Non esiste una protezione per le persone sotto 18 anni, a differenza di quanto espresso nel  Patto Internazionale dei Diritti Civili e Politici e secondo la Convenzione dei Diritti dell’Infanzia, che sono stati entrambi ratificati dall’Iran. Noi ci riferiamo in questo nostro comunicato alle condanne sulla base delle notizie raccolte sui giornali iraniani.

 

-     Il giornale “Etemad” riferisce che Milad, un adolescente di 17 anni, sia stato condannato a morte da una

       corte.

-     Una ragazza e la sua cugina sono state condannate a 130 frustrate ciascuna.

-     Altro ragazzo sedicenne è stato condannato a morte insieme a sua madre e un ragazzo di 17 anni è stato

       recentemente giustiziato.

-     Un adolescente sedicenne è stato condannato a morte da una corte di Tehran, perché aveva ucciso una

       persona quando aveva 14 anni.

-     Una ragazza sedicenne chiamata Raheleh ha ricevuto pubblicamente 80 frustrate nel dicembre 2002.

-     Una ragazza di 13 anni chiamata Nassim è stata condannata dal tribunale per i minori 1158 a 100

      frustrate per essere fuggita dalla casa paterna con il suo fidanzato.(quotidiano Yase no.2003)

 

Amputazioni e fustigazione

 

In Iran sono comuni, secondo la legge islamica, sentenze inumane come l’amputazione di arti, lo strappare gli occhi e gettare da uno scoglio il condannato.

 

-     A detta del quotidiano Kayhan a due uomini, Abdol Ghader F. e Mohammad Reza E., sono state troncate

le dita della mano destra, il 08.01.2003, in un carcere della città Kerman. Essi avevano commesso un

furto.

-     Il 15.01.2003 è stata eseguita a due uomini di 21 e 25 anni, Mohsen Davoudi Farahani e Reza Bahadori, a

Ghaem Shahar l’amputazione delle dita dopo di aver ricevuto 75 frustate come stabilito dalla sentenza.

-     A detta del quotidiano “Entekhab” è stato eseguito l’amputazione di quattro dita della mano destra a

Ghader e Mehdi, il 14.01.2003.

-     Farad Torkzaban è stato condannato per furto alla amputazione di quattro dita nella città di Karadj. La

condanna è stata eseguita.

-     Il 20.01.2003 sono state amputate ad un uomo quattro dita della mano destra per il furto di un animale.

-     Ad un ladro sono state amputate quattro dita della mano destra. Altri tre uomini sono stati condannati a

delle amputazioni di dita per furto.

-     Quattro uomini giovani, Reza Nazaarit, Mohammad Safaavi, Mehdi Boyeri e Hossein Amiri sono stati

condannati dalla Corte Rivoluzionaria nella città di Shiraz alla amputazione a croce per una insurrezione

armata contro il governo islamico e furto. Secondo le informazioni ricevute verranno amputati la mano

destra e il piede sinistro.

-     Nella città di Bandar Abbas 14 persone sono state ciascuna condannate a 74 frustate, tre mesi di

detenzione e una multa per aver disturbato l’ordine pubblico, per volgarità, rissa e per il possesso di

musicassette.

-     Gohar Kheirandisch, una attrice, è stata condannata a 74 frustrate per aver baciato un attore durante il

conferimento di un premio a questo stesso.

 

5.      Tortura

 

La tortura è una componente fondamentale nella costituzione iraniana e nel diritto penale. Nella repubblica islamica d’Iran

vengono ancora oggi estorte confessioni sotto tortura, che vengono poi usate come prove contro gli arrestati. Inoltre, il

codice penale iraniano legittima qualsiasi forma di tortura, dall’accecamento degli occhi alle amputazioni di parti del corpo.

 -     Fra i prigionieri politici torturati ci sono gli attivisti politici Akbar Pour-Heidari, Mohsen Aliwandi, Parviz

Mohebi nella città Tabriz e Farzadi Hamidi a Tehran.

-     Mohammad Ali Abrawan, uno degli arrestati dopo la manifestazione di protesta nella città Kenarak, è

stato ucciso in carcere dopo due mesi di tortura nel novembre 2002 tramite una iniezione letale.

-     Mohsen Rostami Nasrabadi, simpatizzante dei Mujaheddin del Popolo è stato torturato dai magistrati di

sicurezza dopo il suo rapimento nel novembre 2002, in maniera così grave di farlo perire poco dopo.

-     Un membro del Partito Democratico del Kurdistan d’Iran, Habibollah Tanhaian, di 41 anni, è stato

torturato a morte in carcere. Era stato condannato a morte il 12.12.2002 per la collaborazione con la

DKPI. Una settimana dopo, l’amministrazione della  prigione ha restituito le sue spoglie ai parenti. Il

suo cadavere era straziato da cicatrici e altri segni della tortura.

-     Un uomo, la cui identità è sconosciuta, è stato torturato a morte da dei magistrati giudiziari nella

provincia di Khorassan, nel dicembre 2002.

-     Mohsen Rostami Nosratabadi, di 32 anni e simpatizzante dei Mujaheddin del Po

 

polo, è stato sequestrato

e torturato a morte da quattro agenti dei servizi segreti.

-     Mohammad Malati, il primo rettore universitario di Tehran dopo la rivoluzione, ha raccontato in una

lettera aperta al presidente della corte di giustizia le torture vissute nel periodo 1982 - 1988 in carcere

e le sue esperienze durante le esecuzioni di massa del 1988 nel carcere Evin.(09.02.2003)

-     La giornalista iraniana-canadese Zahra Kazemi è stata arrestata il 23.06.2003, davanti al carcere

Evin,   mentre scattava delle foto ai parenti di attivisti detenuti che avevano organizzato delle proteste

studentesche. Durante la detenzione, è stata interrogata per 77 ore dai membri della polizia, della

procura della repubblica e dai servizi segreti. È morta il 11.07.2003, in un’ ospedale di Teheran in

seguito alla frattura di varie costole e cinque fratture craniche. Inoltre era stata violentata da tre degli

agenti che l’interrogarono. Il Canada ha ritirato in seguito il proprio ambasciatore dall’ Iran. Zahra

Kazemi è stata seppellita in Iran grazie alla ricettazione di sua madre e nonostante le proteste del

figlio e delle organizzazioni internazionali che richiedevano maggiori chiarimenti sui motivi della

morte. Il 13.07.2003, il cadavere di Kazemi è stato seppellito secondo alcune fonti. Suo figlio, Stephen

Hachemi, lo ha confermato e ha richiesto alle autorità iraniane di riesumare il cadavere della madre e

di mandarlo per l’autopsia e le analisi in Canada. Il ministero della salute Massud Peseschkian ha

confermato l’emorragia come causa della morte. Le autorità iraniane avevano inizialmente dichiarato

che la fotografa era morta a causa di un colpo apoplettico e che era stata precedentemente portata in

un ospedale di Tehran dopo  essersi sentita male durante le interrogazioni da parte di membri dei

servizi segreti.

-          In una lettera aperta al presidente della giustizia Ayatollah Shahroudi, il signore Sahabi ha

raccontato delle torture e dei maltrattamenti vissuti per estorcergli delle “confessioni”.(02.02.2003)

 

 

 

8.      Rappresaglie contro gli studenti

 

Molti degli studenti arrestati sono stati trasferiti in località sconosciute. Corrono il rischio d’essere giustiziati. Secondo la

pagina web dell’università Amir Kabir l’esecuzione capitale di Farab Salimi, che era stato arrestato il 09.07.2002, è stata

comunicata alla sua famiglia.

 

Novembre 2002:

   -  Due studenti, Hojatoleslam Rahimi e Parviz Tarkashvand, sono stati arrestati

       nella città Malayer per offesa al credo islamico e agli  eruditi islamici.

-     Gli studenti Mehdi Fakhrzadeh, Arman Rezapour e Javad Rahimpour, che erano stati liberati dopo il

deposito di una cauzione, sono stati nuovamente chiamati a giudizio.

-     Farad Kuhandani, uno degli attivisti del Fronte Unito degli Studenti, è stato condannato a sei anni di

carcere, una multa di 1,5 milioni di Toman (equivale ca. a 3.750,00 Euro) e 30 frustrate.

-     Amirabbas Fakhravar, membro del Fronte Unito degli Studenti è stato condannato, dalla corte

rivoluzionaria di Tehran, per “l’attività contro la sicurezza del paese” e “offesa al capo di stato” ad otto

anni di carcere. Ha iniziato il10.06.2003, nel carcere di Ghasr (Tehran), uno sciopero della fame per

denunciare la mancanza di sicurezza per la sua incolumità fisica  e per la sua vita.

 

Dicembre 2002:

 

-     Due librerie, “Negah” e “Sepehr” sono state chiuse  dalle autorità di sicurezza, perché avevano concesso

rifugio durante il giorno dello studente a degli studenti ricercati dalla polizia. Il giornale studentesco “

Insurrezione” è stato proibito  su ordine dei responsabili dell’università tecnica di Tehran.

-     Akbar Atri, Said Razrvifaghih, Abdollah Momeni e Mehdi Aminzadeh, i membri principali dell’Ufficio per

il Consolidamento dell’Unità sono stati interrogati dalla corte rivoluzionaria.

-     Degli agenti in borghese hanno impedito una manifestazione di studenti dell’università Alame

Tabatabaei. Negli scontri 50 studenti sono stati feriti.

-     La manifestazione dell’università di Kerman per il giorno dello studente è stata impedita con un attacco

delle forze di sicurezza. Gli studenti sono stati picchiati. In seguito sono stati forniti i nomi dei feriti e

degli arrestati:

-     1- Reza Delae, 2- Hossein Khodayari, 3- Hojjat Farooghi, 4- Said Ardeshiri, 5- Mehdi Rahmanian, 6-

Masoud Yazdani, 7- Amir Hamzee, 8- Elham Nassouti, 9- Elaheh Rezaei, 10- Mandana Ghorbani, 11-

Hojjati, 12- Fetros, 13- Shadvaran.

-     Cinque membri dell’Ufficio per il Consolidamento dell’Unità - Mojtaba Tardast, Arash Pahlavan Nassir,

Hadi Kahalzadeh, Alireza Mahmoudian, Fatemeh Bolbolpour - sono stati interrogati dal servizio d’

informazione.

 

I nomi degli 60 studenti arrestati dal 22.11.2002 al 07.12.2002, giorno dello studente:

 

-     1- Ali Farrokhi, membro del consiglio centrale dell’associazione islamica dell’università Amiskabir, 2-

Morteza Zavvarzadegan, membro del consiglio generale dell’Ufficio per Consolidamento dell’Unità, 3-

Peyman Aref, studente di giurisprudenza dell’università di Tehran, 4- Farid Moradi, membro del

consiglio generale dell'associazione studentesca Daftar-e Tahkim-e Wahdat, 5- Said Moradi, membro

dell’associazione islamica degli studenti della facoltà di medicina dell’università di Tehran, 6- Behnam

Amini, membro consiglio centrale dell’associazione islamica degli studenti della facoltà di sociologia di

Tehran  e redattore del giornale studentesco “Falagh Sabz”, 7- Farbod Tirgar Nejad, membro dell’

associazione islamica dell’università Amir Kabir, 8- Mehdi Pourrahim, studente della università

dell'università di Tehran di scienze tecniche, 9- Khabir Dadbin, membro dell’associazione islamica degli

studenti della facoltà di medicina di Tehran 10- Soheil Nadjafi, studente della facoltà di medicina dell’

università di Tehran, 11- Sorush Azizi, membro dell’associazione islamica degli studenti dell'università

tecnica, 12- Farid Salatati, studente dell’università di Isfahan, 13- Jalal Shahedi, studente dell’università

di Isfahan e giornalista del giornale studentesco “Maarefat”, 14- Rokni Taherian, studente dell’

università libera della città di Semnan, 15- Arash Keykhossravi, membro del partito “Pan Iranist”, 16-

Hassan Javaherian, 17- Mehdi Allahyari, 18- Ehsan Mohammadi, 19- Ali Sayyad, 20- Roya Kaghazi, 31-

sara Eghbali, 32- Nassrin Barghi, 33- Nasanin Hejazi, 34- Shohre Sanaei, 35- Nassrin Najmi, 36- Azam

Bahrami, 37- Roya Hassanizad, 38- Sussan Khodaparast, 39- Diba Naderi, 40- Kiafar Jahan, 41- Mehdi

Nakhl Armadi, 42- Mohammad Ali Hajari, 43- Amin Soroush, 44- Abolfazl Hosseinzadeh, 45- Massoud

Aidizad, 46- Siamak Bakhshi, 47- Reza Naderi, 48- Moslem Foilzadeh, 49- Massoud Shafiei, 50- Alireza

Rouygar, 51- Ghassem Moghaddam, 52- Ali Porhamde, 53- Hassan Lengeh, 54- Siruss Ashkani, 55-

Morteza Talabzad, 56- Yunes Akriali, 57- Said Soltan, 58- Pour Mosalman, 59- Abbassi, studente dell’

università islamica Azad, Tehran, 60- Rassoul Mohammadpour, studente di geografia dell’università di

Tehran (non si hanno più sue notizie).

 

-     I seguenti studenti sono stati chiamati a presentarsi ad un interrogatorio in Corte Rivoluzionaria: Hassan

Zarezadeh, Parviz Safari, Mohammad Massoud Salatati, Javad Emami, Kianooah Sanjari, Kourosh

Sehati, Hassan Ghadimi, Said Kashisoo, Mohammad Shushtari, Matin.

 

Gennaio 2003:   

 

-     Il giornale studentesco “Mehrab” dell’università libera islamica è stato chiuso per ordine del preside

della facoltà.

-     I membri della associazione studentesca islamica Hossien Khodayari, Reza Milan ed Ardeshiri, sono stati

interrogati e  gli atti trasmessi al ministero di giustizia.

-     L’ingegnere Javad Tavvaf, autore della pagina web “Ranginkaman” ed un ex membro dell’associazione

islamica dell’università Amir Kabir di Tehran, sono stati arrestati dal tribunale militare.

-     Ataollah Moradi, studente di giurisprudenza ed un attivista politico sono stati minacciati da agenti dei

servizi segreti.

-     Iraj Ershafkhah, l’ex preside dell’associazione islamica dell’università della città Orumieh, è stato ordinato

dalla Corte Rivoluzionaria.

-     Secondo un testimone oculare, due studenti della facoltà di medicina della città di Tabriz sono stati

arrestati.

-     Il servizio segreto del politecnico di Tehran ha provato ad impedire il rapporto sul sit-in organizzato dagli

studenti, come protesta contro la mancata iscrizione di 300 altri studenti.

 

Febbraio 2003:

 

-     Dr. Keyvan Anssari, sostituto del preside dell’associazione studentesca dell’università Amir Kabir di

Tehran, è stato condannato ad una multa, per detenzione e frustrate per “la diffusione di bugie”.

-     Ruzbeh Shafiei, Mohammadreza Shir

 

band e Morteza Naghipour, studenti dell’università Khaje

Nassiraldin Tussi, sono stati chiamati in appello dalla Corte Rivoluzionaria.. Sono rimproverati di

blasfemia, offesa ai rappresentanti dello stato e minaccia alla sicurezza interna.

-     I membri dell’associazione studentesca islamica Youssef Samiei, Majid Hajbabaei, Javad Rezaei, Fatemeh

Bolbolpour e due altri studenti, sono stati  chiamati in appello dall’organo di controllo dell’università di

Tehran. Qualche tempo fa era stato chiesto di farli smettere di lavorare nell’associazione studentesca

per evitare, nel loro interesse, questi “problemi”. Alcuni di loro sono stati interrogati varie volte, nei

mesi scorsi, dal ministero dell’informazione.

-     Mehdi Safari, Farad Khodaei, Mohsen Ezzati e Mehdi Valipour, membro dell'associazione studentesca

dell’università libera della città Tabriz, sono stati esclusi dallo studio per un semestre dall’organo di

controllo dell’università a causa del disturbo dell’ordine universitario e partecipazione alla protesta del

09.07.2002.

-     Iraj Ershadkhah, che era stato chiamato in appello dalla corte rivoluzionaria il 29.12.2002, è stato arrestato.

Egli è  accusato di blasfemia, offesa allo stato e al ministero della giustizia Ayatollah Sahroudi, al

sostituto capo religioso dell’università nella città Orumieh, Ayatollah Ghorayshi, per aver messo in

dubbio la guerra Iran - Iraq e per  attività contro il sistema.

-     Mehdi Hosseini e Reza Tabatabsei, membri dell’associazione studentesca dell’ università libera della

città Ahwaz, sono stati arrestati dall’organo di controllo dell’università per “la diffusione di parole d’

ordine contro la guida statale e il sistema” e per “la partecipazione alle proteste studentesche dell’

ottobre 2002”.

-     Hashem Zandi, Rollhollah Malakpour, Wahid Mohammadi Tatar, Ardavan Gharaati e Mohsen Yousefi,

membri dell’associazione studentesca islamica dell’università della città Yasouj, sono stati citati in

giudizio. Sono accusati di propaganda contro il sistema, offesa al capo e ai membri del governo, offesa

all’Islam e di partecipazione a delle proteste studentesche dell’ottobre 2002. Nel marzo 2003 Wahid

Mohammadi Tabar è stato condannato a quattro mesi di carcere per “propaganda contro il sistema” e a

sei mesi per offesa al capo di governo. Ruhollah Malakpour è stato condannato a quattro mesi di

carcere per “propaganda contro il sistema”, tre mesi ed un giorno per “offesa al capo di governo” e una

multa. Mohsen Youssefi è stato condannato a quattro mesi di detenzione per “propaganda contro il

sistema”, Ardavan Gharaati è stato condannato ad una multa elevata.

-     Amin Mohammadzadeh, membro del consiglio centrale dell’associazione studentesca islamica dell’

università Ferrosi della città Mashhad è stato arrestato dalle autorità della pubblica sicurezza per la

distribuzione di volantini durante la manifestazione statale per l’anniversario della rivoluzione.

 

 Marzo 2003:

 

-          Asghar Mohammad Zadeh e Kazem Barabadi, editore del giornale studentesco “Faryade Khak” e membro dell’

associazione studentesca dell’università di Sabsewar, sono stati arrestati. Il 29.07.2003 Asghar Mohammad Zadeh è stato

condannato ad un anno di detenzione e ad un anno di sospensione condizionale. Kazem Barabadi è stato condannato a

sei mesi di detenzione e a sei mesi di sospensione condizionale. Entrambi sono stati liberati tramite cauzione.

-     Dopo le proteste studentesche di novembre e dicembre 2002 una quantità significativa di studenti è stata

condannata dall’organo di controllo delle università, alla esclusione temporanea o completa dallo

studio, esilio, fustigazioni e multa: Jaber Nakhaei, Majid Moghdari Amiri, Ehsan matlabi, Ami Raei Far,

Amin Mohammadzadeh (università Ferrosi), Yahya Safi Arian, Alireza Khoshbakht, Zahra Tohidi, Majid

Afrand (università Bu Ali Sina), Ahmad Alipour, preside dell’associazione studentesca dell’università

della città Zabol, Mehdi Mahmoudi (università di Zahedan), Vida Majd (politecnico Sahand di Tehran),

Hojatollah Soltani Far (università Chamran di Ahwaz), Arash Haghani e Mehran (università di Orumieh),

Farad Dehghan e il sig. Karimi (università di Shiraz), Hamdam Taghavi e Ruzbeh Shafiei (università di

Khaje Nassir), Said Habibi (università di Alameh Tabatabaei), Shirin Malak Hooseini, Seyad Mehdi Jalali

ed Alireza Fatavat (università di Araq).

-     Il delegato Ali Akbar Moussavi Khoeini ha spiegato che Fereshteh Alizadeh, studentessa dell'università

Alzahra, è stata rapita durante la repressione di una manifestazione studentesca il 09.07.1999 dalle

autorità di sicurezza.

-     Il giornalista della agenzia d’informazioni studentesca (ISNA) e lo studente della facoltà di scienze

agrarie, Mohammad Hadi Shojaei, sono stati picchiati all’uscita dell’università da persone mascherate.

 

Aprile 2003:

 

-     Ruzbeh Shafiei, Ali Ramati Nejad, Morteza Taghipour, Mohammad Shirvand, membri dell’associazione

studentesca, ed editore del giornale studentesco proibito “Farad” dell'università Khaje Nassir, sono

stati di nuovo citati in giudizio. Erano stati detenuti nel luglio 2001 per due mesi nella cella 209 del

carcere Evin.

-     Seyed Bagher Oskouei, Farad Badri, Rouhollah Eslami, Farhang Omri, Said Mohammadi, Amir Tafreshi e

Mehdi Imani, studenti del politecnico di Tehran, sono stati ammoniti dall’organo di controllo. È da

menzionare come l'organo di controllo sia un’organizzazione subordinata della Corte Rivoluzionaria

delle università.

-     Emad Bahavar e Navid Gholami, membri dell'associazione studentesca dell'università di Yazd, sono stati

arrestati dalla corte rivoluzionaria. Anche tre altri studenti, Behrouz Khaleghi, Alireza Farrokhnia ed

Azade Sia, sono stati citati in giudizio. L’attore è il sostituto della leadership religiosa e del gruppo

studentesco Bassijs.

-     Korosh Sehati, attivista del Fronte Democratico, è stato condannato a sei anni di detenzione. Mehdi

Sanjari, studente ventenne e membro del Fronte Democratico è stato condannato ad un anno di

detenzione ed è stato spostato al carcere Evin.

-     Lo studente Behnam Akashe, è stato escluso dallo studio per un semestre ed è stato bandito a Bushehr.

-     Nbima Nadim e Hassan Nassiri, studenti dell’università Chamran nella città di Ahwaz e membri dell’

associazione studentesca islamica sono stati condannati dal giudice Almanssi dalla Corte

Rivoluzionaria ad un anno di carcere ciascuno. Sono accusati di aver stilato la dichiarazione del

17.11.2002 come protesta contro la sentenza capitale di Aghajari. Sono stati condannati con gli occhi

bendati in un processo di cinque minuti.

 

Maggio 2003:

 

-     Sr. Keywan Anssari, sostituto del preside dell'associazione studentesca islamica dell'università Amir

Kabir, è stato condannato a una multa.

-     Ata Moradi, studente di giurisprudenza dell'università di Tehran, giornalista e cofondatore della Unione

Nazionale degli Studenti e degli Assolventi è chiamato in appello.

-     Mehdi Bani Amerian, membro del Fronte Unito Studentesco e giornalista del quotidiano proibito ”

Gozaresh e Rooz”, è stato condannato dal dipartimento 26 della corte rivoluzionaria ad un anno di

detenzione ed è stato spostato in cella tre del carcere Evin.

 

Giugno 2003:

 

-Circa 600 funzionari dei servizi segreti civili hanno attaccato, armati di coltelli, la casa dello studente

dell'università Alame Rabatabaei di Tehran,  alle due di mattina. Hanno forzato le porte della casa,

picchiato gli studenti e buttati giù dai piani superiori. Più di 70 studenti sono stati feriti e sono dovuti

andare in ospedale. Alcuni studenti sono scomparsi.(16.06.2003) Il procuratore generale, il giudice

Mortasavi, che è accusato di aver occultato l’atto sulla giornalista e fotografa iraniana-canadese Zahra

Kazemi, ha chiamato gli studenti arrestati pregiudicata “feccia” e “volgo”.

-     Mohammad Sadegh Esfandiari, Nawid Hashemi, Ahmad Meshkati, Mehdi Shirzad, Amin Bozorgian,

Maysam Joulaei e Mohammadreza Jaleipour, studenti dell'università di Tehran, sono stati rapiti dai

funzionari dei servizi segreti.(pagina web Amir Kabir/15.06.2003)

-     Ali Asghar Khodayari, assistente studentesco dell’università di Tehran, ha spiegato che lo studente di

sociologia Hossein Nemati era stato ferito dai funzionari dei servizi segreti; inoltre, Ruhollah Badri,

studente della facoltà di storia, è stato rapito da funzionari dei servizi segreti in borghese di fronte ad un

ospedale.(13.06.2003)

-     Funzionari di sicurezza in borghese hanno attaccato la casa dello studente Chamran dell’università di

Tehran: sono stati picchiati e feriti gli studenti e hanno rotto tutte le porte e finestre della casa.

-     Said Ardeshiri, Reza Milan e Hossein Khodayari, membri dell’associazione studentesca islamica dell’

 

università di Kerman sono stati chiamati in appello sotto il rimprovero “diffusione di bugie per il

disturbo della opinione pubblica”, “offese nei confronti di importanti poteri pubblici statali e della

leadership”.

-     Mehrdad Lohrasbi, attivista del movimento studentesco, imprigionato dal 09.07.1999 e condannato a 15

anni di carcere, ha deciso lo sciopero della fame il 10.06.2003 nella stanza tre del carcere Evin per la

libertà di tutti prigionieri politici e per il loro corretto trattamento.  

-     3 studenti dell’università Amir Kabir di Tehran, Hassan Takami, Hassan Tufan e Mohammad Sadeghi,

sono stati rapiti il 13.06.2003 nella casa dello studente. Di loro si è persa ogni traccia  (ILNA/16.06.2003).

-     Ruzbeh Shafiei e Mohammad Farghdani, membri dell’associazione studentesca islamica della università

Amir Kabir, sono stati arrestati dalle istituzioni della corte rivoluzionaria e detenuti in un posto

sconosciuto.

-     Alireza Khoshbakht, Mohsen Khosravi e Yahya Safi Arian, membri dell’associazione studentesca

islamica dell’università Bu Ali Sina della città di Hamedan, sono stati picchiati da due funzionari di

sicurezza dopo alcune proteste studentesche, mentre rincasavano.(pagina web Amir Kabir/17.06.2003).

-     Ali Sadeghi, preside dell’associazione studentesca islamica dell’università Kjhaje-Nassir-Tussi, è stato

picchiato da un funzionario della sicurezza pubblica dell’università con un estintore, ferendolo

gravemente ad un occhio (pagina Amir Kabir/17.06.2003).

-     Abolfazl Fateh, preside dell’agenzia studentesca ISNA, ed un paio di altri giornalisti e fotografi sono

stati picchiati da alcuni funzionari dei servizi segreti in borghese in una casa dello studente.(16.06.2003).

-     Mehdi Aminzade, membro del consiglio generale dell’Ufficio per il Consolidamento dell’Unità, è stato

rapito dai servizi segreti, mentre rincasava. Sua moglie è stata narcotizzata con una pistola a gas.(Amir

Kabir/19.06.2003).

-     A detta di Ali Askhar Khodayari, assistente studentesco dell’università di Tehran, 32 studenti sono stati

arrestati  dai servizi segret.(19.06.2003).

-     Amnesty International teme per la sicurezza di Manuchehr Mohammadi, che è stato maltrattato da alcuni

membri dei Pasdaran. L’attuale luogo di detenzione è sconosciuto, dopo il trasferimento verso il

17.06.2003 dal terzo dipartimento del carcere Evin di Tehran. Il motivo per il maltrattamento, da parte dei

Pasdaran, era probabilmente l’aver rilasciato alcune interviste che Manuchehr Mohammadi di durante

sua uscita libera dal 11.06.2003-17.06.2003. Nelle interviste ha dichiarato che il popolo del Iran, e

soprattutto gli adolescenti, dovrebbero lottare per la libertà e la democrazia senza spargimento di

sangue.(ai-Urgent Action del 20.06.2003).

-     Seyed Mohammad Bagher Zakaei, il preside dell’associazione studentesca islamica del Politecnico di

Tehran, è stato arrestato dalla Corte Rivoluzionaria.(21.06.2003)

-     Mojtaba Najafi, preside dell’associazione studentesca islamica dell'università Alame-Tabatabaei di

Tehran, è stato arrestato da funzionari dei servizi segreti.(21.06.2003)  

-     Kouroah Sehati, membro del consiglio generale del Fronte Unito Studentesco, è stato condannato a sei

anni di carcere dopo una domanda di ricorso, dal dipartimento 21 della corte rivoluzionaria. Lui era stato

arrestato ad aprile 2003 dai servizi segreti.(29.05.2003)

-     I funzionari di sicurezza della città di Yazd hanno disperso, con delle pistole a gas e dei fumogeni, il sit-in

degli studenti e dei loro sostenitori  contro le repressioni studentesche. 16 persone sono state arrestate

e maltrattate in carcere. Il destino di 24 studenti arrestati nell’ultimo tempo è sconosciuto.(Amir

Kabir/22.06.2003)

-     Mostafa Khosravi e Ruhollah Rohani, studenti del Politecnico di Tehran, sono stati citati in giudizio

(Amir Kabir/22.06.2003)

-     Babak Esmaili, Omid Najafi e Mohammadreza Moravvej, studenti

dell’ università Orumieh, non sono stati più visti dopo una riunione, la sera del

20.06.2003.(ILNA/22.06.2003)

-     Parisa Nosratabadi, studentessa di giurisprudenza dell'università di Tehran e direttrice del giornale

studentesco “Javan”, è stata rapita dai servizi segreti e portata in luogo sconosciuto.

-     Farad Hamidi, portavoce del Fronte Democratico, è stato spostato nella stanza uno del carcere Ghasr,  

riservato ai condannati a morte.

L’organo di controllo delle associazioni studentesche ha dichiarato che tutte le attività delle

associazioni studentesche dell’università sono illegali e proibite (pagina web Amir Kabir/13.06.2003). In

conseguenza alla manifestazione degli studenti, la città di Orumieh venne circondata e gli studenti

portati in un luogo sconosciuto.(Amir-Kabir/22.06.2003) Secondo Hojateleslam Mohammad Jalilzadeh,

giudice rivoluzionario della città di Orumieh, 18 studenti verranno condannati fra poco. Sono stati

accusati di disturbo alle istituzioni pubbliche, disturbo della quiete pubblica, inoltre per essersi messi in

contatto ed aver fornito dei reportage ad alcune stazioni radio straniere, molte delle quali  illegali, sono

stati anche accusati di  ”minaccia della pubblica sicurezza” e “adunata sediziosa” (ISNA/06.07.2003)

-     Hojjat Bakhtiari è stato spostato nella cella di insolazione del carcere Ghasr dopo  12 giorni di sciopero

della fame e tortura.  Il suo stato di salute è sconosciuto (pagina web Peyke Iran/24.07.2003)

-     Secondo fonti pubbliche iraniane 250 studenti sono stati arrestati, il 09.07.2003, durante le proteste

studentesche.

-     Sei funzionari dei servizi segreti hanno arrestato Said Razavi e Mehdi Habibi, presidenti dell'associazione

studentesca del Politecnico di Tehran.(11.07.2003)

-     Il nome di Mehdi Aminzadeh è stato registrato solo dopo di un mese, il 12.07.2003, nella lista degli

arrestati nel carcere Evin.

-     Amin Bozorgia, studente dell’università di Tehran e capo redattore del giornale studentesco proibito “

Golestan e Iran”, è stato deportato il 16.06.2003 da sconosciuti ed è stato portato in un posto

sconosciuto.

-     Sadegh Esfandiari, studente dell’università di Tehran e abitante della casa dello studente dell’università,

è stato prima picchiato e poi arrestato.

-     Dopo una conferenza di stampa il 09.07.2003 tre portavoce studenteschi, Reza Ameri Nasab, Arash

Haschemi ed Ali Moqtaderi (liberato lo stesso giorno) sono stati rapiti. Essi avevano confermato la

autenticità della lettera diretta al preside dell’ONU Kofi Annan (vedi www.memri.de), anche se erano

stati messi sotto pressione per smentirlo.

-     Ai parenti di Farid Ghahremani, Parviz Ghahremani e Gheyssar Barani, tre intellettuali arrestati a giugno, è

stato comunicato che fra poco andranno all’inferno. Prigionieri che la pensano in modo diverso sono

stati costretti, sotto minaccia di torture, a partecipare ad alcune trasmissioni televisive dove avevano l’

obbligo di rinnegare le loro opinioni politiche.

-     Il 23.06.2003 i parenti di sette arrestati hanno fatto un sit-in davanti al parlamento islamico a Tehran per

protestare contro l’arresto dei loro parenti e figli:

-     Mehdi Shirazi, studente della facoltà di Scienze Sociali della università di Tehran, è stato arrestato il

19.06.2003 nella strada Janzaban.

-     Amin Bozorgian, arrestata il 16.06.2002 nella facoltà di “scienze sociali” della università di Tehran.

-     Said Ghassem Nejad, studente dell’università di Tehran è stato arrestato il 16.06.2003 e portato a un

luogo sconosciuto.

-     Meysam Jolaei, studente della facoltà sì scienze sociali, è stata arrestata il 16.06.2003 davanti all’

università.

-     Seyed Mohammad Hassan Ajdadi, studente dell’università tecnica di Tehran è stato arrestato il

16.06.2003 davanti all’università.

-     Amir Rayat Nazari, studente dell’università tecnica di Tehran, è stato arrestato il 18.06.2003 davanti all’

università.

-     Amir Hossein Etemadi, studente dell’università tecnica di Tehran, è stato arrestato il 16.06.2003 davanti

all’università.

-     Ancora centinaia  di studenti si trovano  in carcere dopo le proteste studentesche del luglio 1999. Molti

di loro sono stati condannati a delle sentenze fra i due e dieci anni. Tra di loro si trova Ali Afshari, i

fratelli Akbar, Manutschehr Mohammadi, Ahmad Batebi, Abbas Deldar, Javad Tehrani e Mehrdad

Lohrasbi.

-     Amnesty International è severamente preoccupata per la sicurezza di Abdollah Momeni, Mehdi Shirzad,

Said Noruzi Azghandi, Khaled Bayazidi, Hnif Nabavi, e per almeno 55 altri studenti dell’università di

Tehran , arrestati  dopo alcune manifestazioni nella capitale. Sono tutti in pericolo di essere maltrattati o

torturati per strappare loro delle confessioni (ai-Urgent Action UA-Nr: UA-187/2003 AI-Index: MDE

13/016/2003 data: 26.06.2003)

-     A detta di Abdol Nabi Ayatollah Namnazi, uno dei

 

 sei giudici del massacro ai prigionieri politici dell’

estate 1988, e l’avvocatura generale del paese, nel mese di luglio 2003 sono state arrestate 4000 persone

durante le proteste studentesche: 800 di loro sono ancora detenute nel carcere Evin.(ILNA/27.06.2003)

-     Su ordine del ministero dell’ Informazione tutti giornalisti attivi sono stati ammoniti a non scrivere sulle

proteste studentesche, né concedere delle interviste a dei canali televisivi e a radio straniere.(08.07.2003)

-     Dopo la sua liberazione, uno studente ha dichiarato che lui e gli altri arrestati hanno subito torture sia

fisiche sia psicologiche. I nomi degli arrestati sono: Farshad Shokati, Bahzad Tizno Beyg, Mehdi

Ardalani, Mehdi Jabali, Abdolfazl Ghorbanian, Sahar Moradi, Massoud Erfani, Babak Vafaei, Navid

Hosseini, Hossein Nemati, Amar Maryam Abadi, Milad Bankool, Maarouf Mohammadi, Reza Rafiei,

Amir Farhad Ehsani.(pagina Amir Kabir/ 02.07.2003)

-     Alireza Taheri, uno degli ex attivisti dell’Ufficio per il Consolidamento dell’ Unione, è stato rapito da

alcuni funzionari dei servizi segreti. Egli era stato messo sotto pressione da alcuni Pasdaran per averli

querelati.(18.07.2003)

-     Kamran Molaei, ex membro dell’associazione studentesca e redattore del giornale studentesco “Kaveh

Dadkhah”; Reza Behnampour, ex redattore del giornale studentesco “Omid” e ex membro dell’

associazione studentesca islamica; Mohammad Siahpour, redattore del giornale satirico studentesco “

Nishkhand”; Reza Vafaei Biganeh, redattore del giornale studentesco “Kaveh Dadkhah”; Ghodrat

Shokri Tabar, Seyed Ahmad Hosseini, Said Avani, Ehsan Jamschidi e Hamid Baigpour sono stati

detenuti da alcuni funzionari dei servizi segreti della provincia Ilam. Alcuni dei detenuti avevano scritto

poco prima dell’arresto una lettera aperta a Chamenei (pagina Amir Kabir/02.07.2003)

-     Mehdi Pourrahim, membro del consiglio centrale dell’associazione studentesca islamica dell’università

politecnica di Tehran e membro del consiglio generale dell’Ufficio per il Consolidamento dell’Unione, è

stato arrestato dal giudice Said Mortasavi su ordine dell’avvocatura generale e della procura dello stato

rivoluzionaria (26.06.2003)

-     Contro Amir Pakzad Moghaddam, Mohammadreza Rahimi e cinque altri studenti sono stati emanati, dal

preside dell’associazione studentesca islamica di medicina dell’università di Yazd,  mandati d’

arresto.(02.07.2003)

-     Due giornalisti cechi sono stati arrestati durante le riprese cinematografiche davanti a una casa dello

studente a Tehran dai servizi segreti.(quotidiano Baztab/12.07.2003)

-     Nik Farjam, studente dell’università Amir Kabir di Tehran, e Tafreshi dell’università di Tehran, sono stati

rapiti sulla pubblica via da alcuni funzionari dei servizi segreti quando sono andati all'università Alame

di Tehran per mostrare  solidarietà agli studenti che facevano uno sciopero della fame.

-     Per ordine del giudice Said Mortazavi uno studente, chiamato Hamid, è stato sottoposto, nella stanza OP

del carcere Evin, ad una operazione chirurgica per recuperare un “negativo di film” che si riteneva

avesse ingoiato durante la sua detenzione. A causa delle infiammazioni dopo l’operazione, + stato

trasferito in un ospedale a Tehran. La sua famiglia venne  ricattata  per non parlarne (pagina web Amir

Kabir/18.07.2003)

-     A detta dell’associazione studentesca islamica dell'università di Tehran i seguenti studenti sono stati

arrestati: Mahmoud Mohammadi Nik (tecnica), 2- Tagh Amani (giurisprudenza), 3-Emad Hosseinzadeh

(grafica), 4- Said Nourozi Arghandy, 5- Wahid Reza Ghadamyari, 6- Mehdi Ghorayshi, 7- Mehdi

Mohammadi pour, 8- Mohammadreza Jamali Rad, 9- Ahmad Mostafavi, 10- Khaled Bayzadi, 11-

Mohammad Javad Sedaghat, 12- Seyed Hanif Nabavi, 13- Mohammad Hassan Molayemi, 14- Ruhollah

Badri, 15- Korosh Nassiri, 16- Seyad Mehdi Tajadod, 17- Karim Eskandari, 18- Yash Samadi, 19- Latif

Niknejad, 20- Fateh Sarshar, 21- Morteza Cheraghi, 22- Mohammad Bohrani, 23- Amir Hossein Etemadi,

24- Ali Kazemi, 25- Meysam Rashidi, 26- Reza Khanipour Rad, 27- Mohammad Hossein Ajdadi, 28- Said

Ghassemi Nejad.(ISNA/19.07.2003)

-     Hassan Sadeghi, preside dell’associazione studentesca islamica dell’università di Isfahan, Abdol Amir

Amirian e Mostafa Golestani, entrambi anche membri dell’associazione, sono stati citati in

appello.(20.07.2003)

-     Omid Habibi, expreside dell’associazione studentesca islamica della università Vali Asr nella città

Rafsanjan, è stato escluso dallo studio, per due semestri, dall'organo di controllo con l’accusa di

sobillazione, guida delle proteste e disturbo dell’ordine.

-     Dopo le proteste di studenti dell’università Beheshti di Tehran ,55 studenti sono stati citati in appello.

Alcuni nomi: Shahram Ruhi, Kouroush Jafari, Javad Rezaei, Fatemeh Bolbolpour, Bak Javani e

Shokraei.(22.06.2003)

-     Funzionari dei servizi segreti hanno arrestato Peyman Aref, studente di sociologia dell’università di

Tehran e membro dell’associazione studentesca islamica.(22.06.2003)

-     Tre ex membri dell’associazione studentesca islamica dell’università di Tehran, i collaboratori scientifici

Javad Kavoussian e Hadi Karamati sono stati arrestati da dei funzionari dei servizi segreti. I due arrestati

sono stati liberati con sospensione dopo 15 giorni di detenzione.(22.06.2003)

-     Otto studenti dell’università di Isfahan sono stati citati  presso la Corte Rivoluzionaria e altri 54

studenti alla presenza dell’ordine di controllo (pagina web Amir Kabir/22.06.2003)

-     Durante l’attacco dei funzionari dei servizi segreti a degli studenti dell’università della città di Sanandaj,

due studenti e una studentessa sono stati feriti gravemente. L’università è stata occupata dai militari

(Amir Kabir./22.06.2003)

-     Dopo le proteste studentesche dell’università di Tehran, Aliallah Dadi, Payman Sharifi, capo dell’

associazione studentesca islamica, e gli studenti dell’università di Tehran Beheshti, Mohammad Ali Piri,

Mehdi Ramzani, Hojjat Ebrahimi, Mostafa Arezumandi, Piran Jalali, Hashem Daryadar, sono stati

arrestati per un mandato d’arresto della corte rivoluzionaria.(22.06.2003)

-     Ali Akbar Yasaghi, preside della giustizia della provincia Khorasan, ha dichiarato in un’intervista che il

numero dei detenuti delle proteste studentesche è di 218 persone, fra di loro 20 sono di età inferiore ai

15 anni.(ISNA/23.06.2003)

-     Hamed Yazdan Nejat, studente dell’università Khaje Nassir di Amol, è stato arrestato e 21 altri studenti

sono stati citati in appello.(24.06.2003)

-     Mohsen Alamuti, membro dell’associazione studentesca islamica dell’ università tecnica Razi di

Kermanshah, è stato arrestato.(25.07.2003)

-     Morteza Safari,membro del consiglio generale dell’associazione studentesca islamica dell’università di

Tehran Alame Tabatabaei, è stato arrestato all’uscita dell’università il 25.06.2003 dai servizi

segreti.(28.06.2003)

-     Abdollah Momeni, preside dell’Ufficio per il Consolidamento dell’Unità è stato arrestato da cinque

funzionari dei servizi segreti davanti all'università di scienze di educazione. (26.06.2003)

-     Per il quarto anniversario delle proteste universitarie in Iran la leadership di Tehran ha proibito qualsiasi

manifestazione per il 09.12.2003. Qualsiasi manifestazione all’interno e all’esterno dell’università è

proibita, ha spiegato il ministero degli affari interni. Con la proibizione la leadership iraniana vuole

impedire che le proteste recenti dell’inizio di giugno esplodano nuovamente. Gli uffici hanno ordinato

inoltre di chiudere il campo dell’università Amir Kabir fra il 07.-14.07.2003. Agli 8000 studenti che vivono

lì è stato chiesto di restare lontani dal campus durante questo periodo (08.07.2003)

-     Hojjat Sharifi, membro dell’Ufficio per il Consolidamento dell’Unità dell’università Sharif di Tehran, è

stato arrestato a causa di un mandato  (12.07.2003)

-     Ahmad Menadi, Mehran Goudarzi e Samad Mohamadi, tutti exattivisti studenteschi, sono stati arrestati

dai servizi segreti militari. I due prima menzionati sono stati liberati con la sospensione

condizionale.(13.07.2003)

-     Said Babbei, capo dell’associazione studentesca dell’università di Tehran, e Amir Motamedi, capo

politico dell’associazione, sono stati arrestati per ordine della procura di stato di Tehran.(14.07.2003)

-     Samira Sadri, preside dell’associazione studentesca dell’università Al Zahra di Qom e membro dell’

Ufficio per il Consolidamento dell’Unità, è stata citata dal giudice Said Mortasavi, procuratore generale

della Corte Rivoluzionaria.(15.07.2003)

-     10 studenti e 5 studenti dell’accademia di Malayer sono stati arrestati. 12 studenti sono stati spostati in

un carcere di Hamedan. Gli altri vengono detenuti dai servizi segreti. I nomi di alcuni dei detenuti: Hamid

Rahgozar, Mohsen Shokuhmand, Yahya Safih Arian, Alireza Khoshba

 

kht, Mehdi Ramznzadeh, Mehdi

Zamani, Morteza Hassanzadeh, Reza Kakvandi, Mojtaba Afrand, Karimi, Mosemi, Babbei, Rahbari,

Leyla Ramzanzadeh, Somayeh Goudarzi, Zahra Janipour, Rezaei Pour, Svariati.

-     Abbas Shokuhmand, Mohammad Ali Ebadi e Shahram Adinehvand, membri dell’associazione

studentesca islamica dell’università Tarbiat Moalem di Karaj, sono stati condannati dalla corte

rivoluzionaria ed esclusi per due semestri dallo studio.(Amir Kabir/14.07.2003)

-     Dopo gli attacchi di un gruppo di funzionari dei servizi segreti sugli studenti dell’università Sahand di

Tabriz, alcuni studenti sono stati arrestati: Salar Golestani, Massoud Cardani, Farad Shahnia, Siamak

Hanafi, Omid Ghamdideh (studente di geografia), Mohammad Ali Eqbali, Sayyalat, Behrouz Karami,

Parcham Rosami, Omid Khorasani (studente di linguistica), Alireza Karami (studente di tecnica elettrica),

Sassan Ahmadian (studente di filosofia), Hossein Arshadi, Ali Sadeghi, Mehdi Fouladvand, Omid

Chagini (studente di tecnica elettrica), Mehdi Norouzian, Mohammad Mohammadi (studente di sport),

Mohammad Javad Azizi Far, Ruzbeh Shokri (studente di fisica), Mostafa Gholamnejad, Reza

Assadzadeh (studente di fisica), Rashid Mojadad, Hamad Mohammadi.

-     I membri dell’associazione studentesca islamica dell’università Kerman Bahonar, Said Ardeshiri, Ali

Araste, Amir Hamzeei Moghaddam, Reza Milan, Hossein Khodayari, Bahaeri, Elham Nevati e sua sorella

sono stati arrestati da dei funzionari del servizio segreto civile. Marsieh Salimi, il preside del consiglio

generale dell’associazione studentesca islamica, è stata citata dal ministero di

informazione.(Emrooz/20.07.2003)

-     La pagina web dell’università Amir Kabir del 21.07.2003 ha pubblicato che gli studenti arrestati, che si

trovano sotto il controllo dei pasdaran e della procura di stato, sono stati sottoposti a delle torture per

strappare loro delle “confessioni”. I metodi di tortura sono bastonate, privazione del sonno per alcuni

giorni tramite botte o infiltrando acqua tiepida nelle orecchie, minacce di violenza sessuale, tortura

psicologica tramite rumore per dieci ore al giorno, discriminazioni e offese,  rifiuto di fornire liquido