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LE PROSPETTIVE DI UN VENTENNIO
La traduzione che segue è un articolo apparso sulla rivista iraniana di lingua persiana, il bimensile NAMEH ( significa lettera), numero 29 del Febbraio - Marzo 2004. Sono molteplici i motivi per la traduzione di quest’articolo: 1. contiene dati rilevati forniti da un economista ( Hossein Rafii) iraniano, attualmente residente in Iran. Quindi si tratta di una fonte che ha accesso ad informazioni economiche e sociali che normalmente non circolano nella stampa mondiale; 2. l’economista fa riferimento alla politica generale ( 4° quinquennio) proposta al parlamento iraniano alla vigilia del voto di Febbraio 2004 (dove ha partecipato il 15% della popolazione); 3. sono messi a confronto i dati economici e sociali dell’Iran con altri paesi nel periodo 1975- 2001, un lasso di tempo ampiamente significativo; 4. l’autore mette in evidenza il peso che il programma dà alla politica economica ( circa 40% del programma e solo in due articoli fa riferimento alla giustizia sociale); 5. lo studioso, infine, conclude l’articolo con alcune domande sulla situazione attuale, sulle minacce esterne, sulla lotta per il predominio politico e lancia un invito ai governanti affinché costruiscano una democrazia partecipativa. Traduzione Il 4° programma della politica generale è stato annunciato al Parlamento e al Governo affinché adeguassero ad esso il loro programma. I responsabili ad alto livello del paese hanno annunciato che grazie all’applicazione di questo programma, da qui a 20 anni , cioè dopo 4 programmi quinquennali, l’Iran diventerà un paese progredito. Due articoli di questo programma ( il 12 e 13, nella sezione di politica generale) affrontano questioni relative alla giustizia sociale e 19 articoli ( dal 34 al 52) evidenziano problemi economici. In altre parole, il 40% della politica generale fa riferimento ai problemi economici del paese e ciò indica quanto i politici nella Repubblica Islamica siano attenti ai problemi economici. La pubblicizzazione della politica generale coincide con le elezioni della 7° legislatura. Non esiste nessun iraniano patriota, e nessuno mussulmano credente, che non desideri il progresso e il miglioramento della vita del suo popolo. In questi scritti si cerca di dare un’immagine della situazione esistente, utilizzando statistiche e dati ufficiali e veritieri da parte di responsabili e ricercatori , e quindi rispondere alla domanda seguente: l’attuale situazione è il frutto di una precisa politica ? E’ necessario chiedersi se sia urgente o meno, per il cambiamento di questa situazione e per il movimento che agisce per trovare la soluzione a queste difficoltà, che vi siano cambiamenti del tipo di pratica e del punto di vista da parte degli alti responsabili del paese . A. la crescita del reddito e della produttività, risultanti dalle statistiche dei rapporti sullo sviluppo umano delle Nazioni Unite del 2003, mette in evidenza l’andamento complessivo della crescita del reddito e del Prodotto Interno Lordo ( PIL), in uno studio comparato con alcuni paesi di riferimento. La percentuale del PIL nell’ Iran tra 1975 – 2001
la crescita della Corea del Sud e della Cina è stata 21 volte rispetto all’Iran
SPRECO DELLA RICHEZZA NAZIONALE Il costo della vita in Iran può essere valutata ogni anno 6 milioni di Tuman (7500 dollari). Nel 1380 ( 2000-2001), a causa del traffico e delle patologie cardiache, abbiamo perso 4 milioni di anni, cioè l’equivalente di 30 miliardi di dollari ( 34 trilioni di Tuman), pari a 18 mesi di esportazione del petrolio ( prezzo 2002), equivalente a tutta la ricchezza del settore privato nel 2002. - Nel 2000 nove milioni e 200 mila persone hanno avuto un infortunio e 22 mila persone sono decedute. Nello stesso periodo sono state ricoverate un milione e cento mila persone. Il 30% dei letti degli ospedali sono stati occupati da feriti da incidenti stradali. - La mortalità per le patologie cardiovascolari nel 1972 era 42 per 100.000 abitanti, attualmente questa cifra è 148 per 100.000 abitanti. - Quotidianamente a Teheran ogni persona assorbe nel suo organismo di 20-25 gr.di inquinanti, sono responsabili di circa 200 tipi di tumori, microbi, virus e funghi. - Ogni anno il fabbisogno interno per il riscaldamento ammonta a 13.5 miliardi di dollari e per l’importazione di benzina si spendono 1.5 miliardi di dollari. Il consumo quotidiano per ogni automobile in Iran è 11 litri, in Francia 1.9 e in Giappone e di 2.5 litri. - La produzione di automobili, che nel primo programma era di 130.000 unità, quest’anno ammonta a 730.000, e per il 2009-2010 raggiungerà 1.5 milioni d’unità. - Quest’anno il traffico di Teheran è aumentato del 50% rispetto l’anno scorso. - Una sola azienda di produzione di trattori è stata costruita durante lo Scià e la sua capacità produttiva era di 8000 unità. Essa non ha mai raggiunto la sua potenzialità produttiva teorica. EMIGRAZIONI DI CERVELLI Dopo la rivoluzione del 1979 sono emigrate circa 300.000 persone laureate di recente conseguimento e 2.000.000 di persone con il diploma di maturità di scuola media superiore. Con riferimento al reddito di queste persone, nei mercati dei paesi industrializzati, il valore degli emigrati è equivalente a 400 miliardi di dollari. Il patrimonio degli iraniani è stimato tra 400 e 600 miliardi di dollari.
FUGHE DI CAPITALI Con riferimento al valore del dollaro dell’ anno corrente, negli ultimi 40 anni sono usciti dal paese 3800 miliardi di dollari, cioè l’equivalente di 190 anni di esportazione del petrolio con prezzi del 2002-2003.
CONTRABBANDO DI MERCE E RICICLAGGIO DEL DENARO Ogni anni ci sono 11.2 miliardi di dollari d’import di merce di contrabbando (riferimento del 2000-2002), di cui 1.8 miliardi di dollari sono droghe. Ci sono 62 pontili illegali nel sud dell’Iran. Il meccanismo del riciclaggio del denaro sporco si svolge con queste modalità: le merci di consumo vengono consegnate ai villaggi degli Sceicchi dai contrabbandieri e successivamente entrano in Iran. Vengono vendute nel paese, l’equivalente in Rial entra nelle casse di Gharzolhassaneh (istituzioni religiose con attività economiche: prestano soldi alla gente con interesse più agevolato rispetto alle banche). Successivamente le somme vengono versate sui conti delle banche e tramite agenzie di cambio vengono trasformati in dollari e poi escono nuovamente dal Paese. Una tale istituzione (Gharzolhassaneh), con soli tre anni di vita, ha un capitale depositato pari alla Banca Saderat ( Export), con oltre 50 anni di vita. L’ importazione illegale nel 1989 ammontava a 500 milioni di dollari, ed ora è moltiplicata di 22 volte.
Ci sono 1870 casse di Gharzolhassaneh principali, alcune di queste hanno oltre 200 filiali. Di queste casse, almeno 1100 hanno rapporti con le organizzazioni economiche Islamiche. Le autorità della banca centrale iraniana hanno annunciato che le Casse di Gharzolhassaneh hanno estratto dei nomi e hanno aperto dei conti alla gente, hanno perciò attività monetaria e bancaria nella veste di associazionismo , benché non abbiano il nulla osta della Banca Centrale. Molte di queste casse hanno iniziato con capitale sociale di 130.000 tuman ( 135 dollari) e con i versamenti della gente hanno approfittato per propri interessi privati. Con il metodo delle estrazioni hanno distribuito premi alle famiglie dei dirigenti e mutui miliardari agli stessi dirigenti e alle società di comodo, compiendo centinaia di altri atti illegali . Gli interessi ricevuti da queste casse sono dal 23% al 25%, in alcuni casi anche fino a 33%.
Secondo gli esperti dell’ UNESCO negli ultimi due anni dalle zone antiche del Jiroft, tramite i contrabbandieri, sono usciti dall’Iran oltre 100.000 pezzi antichi, venduti nelle aste europee ed americane. Il prezzo di ogni pezzo è stimato a €. 60.000, si tratta di una cifra complessiva attorno ai 6 miliardi di euro, almeno per ciò che riguarda il materiale antico della civiltà di Jiroft, la più antica della Mesopotamia. Il volume di oggetti antichi è tanto rilevante che ha alterato le stesse aste europee ed americane.
RISULTATI
Le importazioni di prodotti agricoli ammontano a 4 miliardi e lo spreco dei prodotti agricoli nazionali, a causa di una tecnologia vecchia e mancati investimenti, è di 5 miliardi di dollari. l'indice della plusvalenza del capitale in Iran nel 1977, era di 257 unità, mentre nel 2001 è ridotto a 46 unità, cioè l'indice della plusvalenza è ridotto al 18% rispetto al 1977. Ci sono tre milioni di disoccupati ufficiali, cinque milioni di disoccupati sommersi e il risultato del loro lavoro, per la società, è zero. Significa 16 miliardi di persone/ora oppure che il 45% della forza lavoro si spreca. Alla fine del terzo programma i disoccupati laureati arrivavano a 1.86 milioni . Secondo una ricerca universitaria, in collaborazione con il UNODC, circa 7.5 milioni di persone usano oppio e derivati . Circa la metà di queste persone sono tossicodipendenti usuali. Il 30% dei giovani tra 11-16 anni, cioè 2 milioni, interrompe gli studi. Il 40% dei nostri giovani è affetto da patologie psichiatriche. Abbiamo 12,20 milioni malati psichiatrici. Il 21% di quelli che sono ricoverati in ospedale, per pagare le spese ospedaliere, è costretto a vendere tutti i suoi averi. Questa percentuale, nelle tribù, arriva al 50%. Nello scorso anno sono stati commessi 7.012.000 reati e tre iraniani su due pagano tangenti. Ogni 6 giorni una donna, a Teheran, viene stuprata e uccisa. Ogni giorno 45 ragazze iraniane scappano dalle loro case e secondo il rapporto della polizia di Teheran, ogni giorno scappano 90 bambini da casa. Si calcola che tra le 300.000 e le 600.000 donne si prostituisco e la statistica dei centri di prostituzione nella città di Teheran parla di 8.000 bande. Molti studenti della scuola superiore accettano questa emarginazione sociale. Secondo una ricerca universitaria, il 10.5% dei mariti delle prostitute sono impiegati dello stato. Il 21.8% di queste donne entra nel mondo della prostituzione tramite il padre, la madre o i loro mariti. Il 43.7% di loro ha un’età inferiore a 13 anni e l’80% di loro si sposa prima del compimento del diciassettesimo anno. Il limite di povertà, per ogni famiglia iraniana, è di 250.000 tuman ( 260 dollari). CONFRONTO SULLA DISUGUALIANZA IN IRAN ED ALTRI PAESI DEL 2001
LE ATTESE
secondo la proposta dell’organizzazione ***dirigenza e programmazione, perché l’economia cresca dell’8%, nel quarto programma di sviluppo, occorrono oltre 425 miliardi di dollari, ***dalle riserve economiche extra. Di questa cifra sono finanziati 398.9 miliardi di dollari ( vaby moteghabel), 16.3 miliardi di dollari di investimento indiretto estero e 10.7 miliardi di dollari di investimento diretto all’estero.(31). Il sig. Mazaheri, Ministro dell’Economia e della Finanza, aveva preventivamente stimato questa cifra in 10-12 miliardi di dollari l’anno(31). Apparentemente, la valutazione dell’organizzazione della dirigenza e programmazione, deve essere attendibile. Con tutto ciò, annualmente, devono essere assorbiti 850 miliardi di dollari ****da fonti esterne all’economia iraniana. LE CONDIZIONI DI INVESTIMENTO DELL’IRAN, VALUTATE DAL PUNTO DI VISTA DELLE ISTITUZIONI La media degli indicatori seguenti fornisce una valutazione complessiva pari a 68 ed esprime il rischio sicurezza* del paese: il rischio dell’instabilità politica il pericolo della rendita per lo stato il pericolo per il diritto e visione il pericolo per l’economia all’ingrosso il pericolo per il commercio e la restituzione del debito estero
Ci sono delle istituzioni, nei Paesi industrializzati, che valutano le condizioni di investimento nei Paesi del Sud e danno una previsioni del rischio di investimento. 100 è considerato il massimo pericolo. ALCUNE DOMANDE 1. Data l’attuale situazione delle riforme, lo stato dei diritti dell’uomo, le minacce estere, è possibile l’assorbimento di 850 miliardi dollari dai fondi esteri per la crescita economica dell’ 8% ? L’Iran, dopo 20 anni, diventerà un paese sviluppato? Le condizioni create da noi sono migliori rispetto a 25 anni fa nonostante il guadagno di 500 miliardi l’anno? 2. Con le immaginazioni complessive dalle situazioni economica e suoi risultati, guerrafondaia della presa del potere cosa stanno cercando? Quale Paese e in quali condizioni vorrebbero dirigere? Annientando tutti? 3. I nemici e gli oppositori delle riforme, che sono la causa della partecipazione degli attivisti( nokhbegan), inventori dei lavori e iraniani residenti all’estero……….che sono ( ravand), di sviluppo dell’Iran, e ogni giorno creano tensione, hanno solo difficoltà di Marefat? Oppure una parte di loro, per tutelare i propri interessi di classe, si maschera da religioso? 4. In queste condizioni, se qualcuno ha veramente a cuore l’Islam e l’ Iran, non sarebbe più produttivo cercare di rispettare i diritti di tutti gli iraniani? Non sarebbe più produttivo accettare la partecipazione di tutti i riformisti e addirittura dei critici verso la legge? Non sarebbe più produttivo se tutti ci adoperassimo per costruire l’Iran. Hossein Rafii Traduzione M.Hamzehian( hamzehian@libero.it) Itlalia li, Maggio 2004 |
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