Ba duorud va sepass,

Eghdami pyshgyr jiahate jialbe afkare ommumi va eteraz be rejime jiomhuorie essalmi dar iran va dar avallo o akhar laghve sanggssare Fatemeh va  hokme eddam dar iran va jiahan.

Muovafgh bashid

Updi - italia( etehadyeh baraye democraci dar iran

 

ANCORA UN’ALTRA CONDANNA DI  LAPIDAZIONE  IN  IRAN!

 

Il  Tribunale Penale di Teheran,  con il verdetto di 5 giudici, ha condannato Fatimah alla lapidazione per avere ucciso un uomo giovane( 16.5.2005).

Il Regime della Repubblica Islamica dell’Iran, come sempre, continua a ordinare lapidazioni  per le donne. La condanna di lapidazione è stata pronunciata ieri dal tribunale penale di Teheran. Questo tribunale dopo giorni di interrogatorio, ha condannato una donna alla lapidazione per avere ucciso un giovane(  Sito Roshangari 17.5.2005).

Il giorno 17.4.2005( il Giornale Eghbal in lingua persiana) riferisce che la sezione 71° del Tribunale Penale di Teheran, diretto dal Giudice Nuorollah Aziz Mohammadi,  ha condannato Fatimah alla pena di morte con la lapidazione per adulterio e la partecipazione all’uccisione del suo amante. Asghar il marito di Fatimah è stato condannato a 16 anni di reclusione per avere partecipato all’uccisione del giovane.

Da sottolineare che la stampa locale ha dato grande risalto al fatto che la donna fosse costretta sotto minaccia ad avere rapporti sessuali con il suo amante, riempiendo pagine e pagine dei quotidiani,  ma nessun cenno è stato fatto della condanna  della 71° Sezione  del tribunale Penale di Teheran,  alla lapidazione.

Uno dei giornali conservatori di Teheran, Ghodss, ha dichiarato che il verdetto finale del tribunale sarà comunicato nei prossimi giorni.

Il Giornale dello Stato di nome “Iran”, ha definito pesante la condanna alla lapidazione per la donna accusata di adulterio e assassinio.

Iran ha aggiunto che il marito di Fatimah, per avere partecipato all’assasino e  aver bruciato la salma, è stato condannato a 16 anni di reclusione.

Fatimah, secondo Eghbal, ha dichiarato in tribunale  quanto segue: un pomeriggio, mentre tornavo a casa, incontrai due ragazzi  che mi disturbavano, Mahmmud( ucciso), che era testimone,  ha  intervenuto e io tornai a casa salva; alcuni giorni dopo, Mahmud mi telefonò( non sono in grado di capire da dove avesse recuperato il mio numero di telefono) e al telefono mi invitò ad avere una relazione, quindi cominciammo

a frequentarci a casa mia.

Il giorno del fatto, alle ore 7 e 50 del mattino, Mahmmud entrò in casa nostra. Mio marito era nascosto dietro la porta. Mahmmud mi chiese dove fossi stata tutti  questi giorni e cominciò a offendermi, io lo supplicai di uscire da casa mia. Lui portava sempre con sé un coltello per costringermi di avere rapporti con lui, io tentavo di dirgli di uscire dalla mia vita, ma lui  mi diceva che mi amava.

Il giudice Aziz Mohammadi le chiede quando suo marito avesse scoperto questo rapporto.

Fatimah risponde che, tre giorni prima del fatto, Mahmmud le disse che doveva prendere le sue cose per scappare con lui; lo stesso giorno raccontò tutto al marito, poiche ella amava suo marito, i figli e la sua vita. Dopo la confessione al marito gli portò una cintura e un coltello e gli disse di fare tutto quello che volesse con lei. Ma Asghar, suo marito, le suggerì di restare in casa finchè arrivasse Mahmmud e, quando fosse venuto, di costringerlo ad uscire da casa loro. Quando Mahmmud entrò a casa loro, arrivò anche suo marito e cominciarono a picchiarsi; Mahmmud teneva un coltello, suo marito con un bastone lo colpì due volte sulla mano e poi lei con un calcio gli dette un colpo, così perse il coltello; in quel momento

( in cui non capiva cosa stesse facendo), prese una corda di colore azzura che era in camera,  la

attorcigliò intorno al collo di Mahmmud, mentre suo marito gli teneva salde le gambe. Quando mi sono resa conto dell’accaduto Mahmmud era viola ( Cianotico) e ormai era deceduto.  Suo marito, dopo qualche ora, posizionò il cadavere dentro un cartone di televisione   con un carrello Asghar lo portò adiacente al binario della ferrovia e lo bruciò. Ella non voleva assolutamente ucciderlo, voleva solo immobilizzarlo e consegnarlo alle autorità competenti.

 

IN IRAN GLI UOMINI VIOLENTANO E LE DONNE VENGONO LAPIDATE!

 

Anche se la pubblicazione della storia di Fattemah, diventata un punto di partenza per decidere della sua condanna alla lapidazione, tuttavia resta un esempio classico del comportamento sociale nelle società maschiliste: una società ove se una donna non vuole più vivere con il marito non ha il diritto al divorzio e deve sopportare e sacrificare la sua e la vita dei suoi figli; se poi viene violentata, sotto la minaccia di un vicino di casa, non può reagire. Reagire vorrebbe dire andare incontro ad una vita ancora peggiore.

In una società, come quella iraniana, ove sono i maschi a decidere e governare in tutti gli ambiti, per la donna non esiste assolutamente la libertà di scelta, mentre gli uomini possono sposarsi con 4 donne e avere un contratto temporaneo( Sigheh) con   40 donne. Come si può parlare di pari opportunità in Iran, con un corpus legislativo islamico di tipo Giureconsulto, dove la legge protegge pur senza assolvere gli uomini che violentano e le donne sono condannate alla lapidazione?

 Noi tutti faremmo ogni iniziativa a livello internazionale per revocare questa sentenza.  L’Unione per la Democrazia in Iran ( updi@libero.it) – Regione Veneto, chiede di aderire al “Comitato per la salvezza di Fatimah”. Inviando la presente petizione a:

To: Secretary-General of the United Nations  

Mr. Kofi A. Annan  

Secretary-General of the United Nations  

One United Nations Plaza  

New York, NY 10017  

Unione per la democrazia in Iran Regione Veneto ( updi@libero.it)

Padova li, 21.5.2005 

 

Rivendichiamo le libertà ed i diritti umani presenti nella dichiarazione universale dei diritti dell'uomo delle Nazioni Unite

 

  

  

  

  

  

  

  

  

  

 

 

 

Ba duorud va sepass,

Eghdami pyshgyr jiahate jialbe afkare ommumi va eteraz be rejime jiomhuorie essalmi dar iran va dar avallo o akhar laghve sanggssare Fatemeh va  hokme eddam dar iran va jiahan.

Muovafgh bashid

Updi - italia( etehadyeh baraye democraci dar iran

 

ANCORA UN’ALTRA CONDANNA DI  LAPIDAZIONE  IN  IRAN!

 

Il  Tribunale Penale di Teheran,  con il verdetto di 5 giudici, ha condannato Fatimah alla lapidazione per avere ucciso un uomo giovane( 16.5.2005).

Il Regime della Repubblica Islamica dell’Iran, come sempre, continua a ordinare lapidazioni  per le donne. La condanna di lapidazione è stata pronunciata ieri dal tribunale penale di Teheran. Questo tribunale dopo giorni di interrogatorio, ha condannato una donna alla lapidazione per avere ucciso un giovane(  Sito Roshangari 17.5.2005).

Il giorno 17.4.2005( il Giornale Eghbal in lingua persiana) riferisce che la sezione 71° del Tribunale Penale di Teheran, diretto dal Giudice Nuorollah Aziz Mohammadi,  ha condannato Fatimah alla pena di morte con la lapidazione per adulterio e la partecipazione all’uccisione del suo amante. Asghar il marito di Fatimah è stato condannato a 16 anni di reclusione per avere partecipato all’uccisione del giovane.

Da sottolineare che la stampa locale ha dato grande risalto al fatto che la donna fosse costretta sotto minaccia ad avere rapporti sessuali con il suo amante, riempiendo pagine e pagine dei quotidiani,  ma nessun cenno è stato fatto della condanna  della 71° Sezione  del tribunale Penale di Teheran,  alla lapidazione.

Uno dei giornali conservatori di Teheran, Ghodss, ha dichiarato che il verdetto finale del tribunale sarà comunicato nei prossimi giorni.

Il Giornale dello Stato di nome “Iran”, ha definito pesante la condanna alla lapidazione per la donna accusata di adulterio e assassinio.

Iran ha aggiunto che il marito di Fatimah, per avere partecipato all’assasino e  aver bruciato la salma, è stato condannato a 16 anni di reclusione.

Fatimah, secondo Eghbal, ha dichiarato in tribunale  quanto segue: un pomeriggio, mentre tornavo a casa, incontrai due ragazzi  che mi disturbavano, Mahmmud( ucciso), che era testimone,  ha  intervenuto e io tornai a casa salva; alcuni giorni dopo, Mahmud mi telefonò( non sono in grado di capire da dove avesse recuperato il mio numero di telefono) e al telefono mi invitò ad avere una relazione, quindi cominciammo

a frequentarci a casa mia.

Il giorno del fatto, alle ore 7 e 50 del mattino, Mahmmud entrò in casa nostra. Mio marito era nascosto dietro la porta. Mahmmud mi chiese dove fossi stata tutti  questi giorni e cominciò a offendermi, io lo supplicai di uscire da casa mia. Lui portava sempre con sé un coltello per costringermi di avere rapporti con lui, io tentavo di dirgli di uscire dalla mia vita, ma lui  mi diceva che mi amava.

Il giudice Aziz Mohammadi le chiede quando suo marito avesse scoperto questo rapporto.

Fatimah risponde che, tre giorni prima del fatto, Mahmmud le disse che doveva prendere le sue cose per scappare con lui; lo stesso giorno raccontò tutto al marito, poiche ella amava suo marito, i figli e la sua vita. Dopo la confessione al marito gli portò una cintura e un coltello e gli disse di fare tutto quello che volesse con lei. Ma Asghar, suo marito, le suggerì di restare in casa finchè arrivasse Mahmmud e, quando fosse venuto, di costringerlo ad uscire da casa loro. Quando Mahmmud entrò a casa loro, arrivò anche suo marito e cominciarono a picchiarsi; Mahmmud teneva un coltello, suo marito con un bastone lo colpì due volte sulla mano e poi lei con un calcio gli dette un colpo, così perse il coltello; in quel momento

( in cui non capiva cosa stesse facendo), prese una corda di colore azzura che era in camera,  la

attorcigliò intorno al collo di Mahmmud, mentre suo marito gli teneva salde le gambe. Quando mi sono resa conto dell’accaduto Mahmmud era viola ( Cianotico) e ormai era deceduto.  Suo marito, dopo qualche ora, posizionò il cadavere dentro un cartone di televisione   con un carrello Asghar lo portò adiacente al binario della ferrovia e lo bruciò. Ella non voleva assolutamente ucciderlo, voleva solo immobilizzarlo e consegnarlo alle autorità competenti.

 

IN IRAN GLI UOMINI VIOLENTANO E LE DONNE VENGONO LAPIDATE!

 

Anche se la pubblicazione della storia di Fattemah, diventata un punto di partenza per decidere della sua condanna alla lapidazione, tuttavia resta un esempio classico del comportamento sociale nelle società maschiliste: una società ove se una donna non vuole più vivere con il marito non ha il diritto al divorzio e deve sopportare e sacrificare la sua e la vita dei suoi figli; se poi viene violentata, sotto la minaccia di un vicino di casa, non può reagire. Reagire vorrebbe dire andare incontro ad una vita ancora peggiore.

In una società, come quella iraniana, ove sono i maschi a decidere e governare in tutti gli ambiti, per la donna non esiste assolutamente la libertà di scelta, mentre gli uomini possono sposarsi con 4 donne e avere un contratto temporaneo( Sigheh) con   40 donne. Come si può parlare di pari opportunità in Iran, con un corpus legislativo islamico di tipo Giureconsulto, dove la legge protegge pur senza assolvere gli uomini che violentano e le donne sono condannate alla lapidazione?

 Noi tutti faremmo ogni iniziativa a livello internazionale per revocare questa sentenza.  L’Unione per la Democrazia in Iran ( updi@libero.it) – Regione Veneto, chiede di aderire al “Comitato per la salvezza di Fatimah”. Inviando la presente petizione a:

To: Secretary-General of the United Nations  

Mr. Kofi A. Annan  

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One United Nations Plaza  

New York, NY 10017  

Unione per la democrazia in Iran Regione Veneto ( updi@libero.it)

Padova li, 21.5.2005