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La Simbologia Del No-Ruz
Il No-Ruz, il capodanno Iraniano, celebra l'Equinozio di primavera quando il calore del Sole ritorna a far fluire nel corpo della Terra la linfa vitale. Nell'antica Mesopotamia popoli come i sumeri, babilonesi e gli abitanti dell'antico regno di Ilam celebravano questo evento, simbolo della ripresa della vita, in varie forme. Il No-Ruz è frutto di tradizioni antiche di 3000 anni, un importante reperto archeologico riporta che le celebrazioni del No-Ruz risalgono al 500 a.C. ed appartengono al periodo Achaemenide. Sono tradizioni profondamente radicate nell'affascinante flusso culturale Zoroastriano. In armonia con i risvegli della natura, il nuovo anno iraniano inizia sempre il primo giorno di Primavera. L'anno cambia con l'equinozio primaverile, tahveel: è l'atto simbolico di un dono, dove l'inverno consegna il mondo intero alla primavera. Quest'anno 1483, cade il giorno 20 Marzo alle ore 07,38.17 AM ( orario italiano). L'equinozio primaverile, come noto, coincide con il passaggio del sole attraverso l'Equatore. La cerimonia del No-Ruz è una simbolica rappresentazione dei due vecchi concetti contrapposti di Morte e Rinascita, "Dio e Diavolo" e possiamo immaginarla come un'antenna sensibilissima che un popolo utilizza per percepire i grandi ritmi spirituali e culturali che ne caratterizzano la storia.
Il Valore Del No-Ruz
Gli iraniani di oggi( insieme ai popoli della tradizione Ariana dei paesi di confine e dell’Asia centrale,), festeggiano il No-Ruz, che significa Nuovo Anno, per tredici giorni. Il rito delle celebrazioni assume un significato profondo, come se l'intera società iraniana volesse ricordare a se stessa su quale rete di relazioni è sorta e si mantiene. In questo arco di tempo viene ripercorsa la rete dei rapporti che ogni nucleo familiare ha intessuto: nei primi giorni si rende omaggio con la visita ai vecchi membri della famiglia, ai vari parenti e poi agli amici più stretti. Si manifesta l'importanza di questi legami con scambi di doni ed un grande consumo di dolci tipici durante i molteplici banchetti. L'ultimo giorno, infine, il tredicesimo del primo mese (Sizdeh- be - dar) dell'anno, si festeggiano le relazioni fondamentali per ogni comunità: quella con la natura. Si lasciano le proprie dimore per evadere e trascorrere l'intera giornata immersi nella campagna e nei parchi limitrofi, consumando pietanze e partecipando a giochi collettivi che riportano lo spirito ludico di un lontano passato. In questo modo non solo si annuncia e si gioisce perché la primavera è giunta, si mostrano le vie entro le quali l'energia del sole scorrerà: dalla natura alle famiglie, agli amici. In questo senso No-Ruz celebra la dimensione della socialità contro la solitudine, così come la luce della primavera sostituisce il torpore invernale. La parte principale dei riti del No-Ruz consiste nell'apparecchiare la tavola "sofrhe ye haft sin", con sette elementi la cui iniziale è “S”: Sabzeh, frumento germogliato, la sua crescita rappresenta la rinascita Samanu, un tipo di budino, fatto con frumento, conosciuto per i relativi attributi sacri Sib, mela, simbolo della salute e della bellezza Senjed, giuggiola, simbolo dell'amore Sir, aglio, rimedio di tante patologie, allontana gli spiriti maligni Somaq, sommacco, simbolizza il sole, grazie al suo colore rossastro Serkeh, l'aceto, corrisponde alla longevità ed alla pazienza Altre cose possono comparire sul “sofrehe ye haft sin”, alcune non necessariamente iniziano con la lettera Sin, bensì hanno significati speciali, come ad esempio: pesci rossi, libro del poeta Hafez, candele, monete d’oro o d’argento, tulipano, giacinto, specchio ( riflesso della vita). Infine: un’ arancia galleggiante in una ciotola d’acqua rappresenta il pianeta terra sospeso nell’universo. Accanto ai tradizionali banchetti e divertimenti, fanno parte del No - Ruz, anche diversi rituali di antichissima origine: alcuni hanno lo scopo di scacciare gli spiriti maligni e di propiziarsi la buona sorte per il nuovo anno; altri sono più strettamente legati allo zoroastrismo. Chaharshanbè- suri (l'ultimo mercoledì dell'anno persiano) è un giorno importante che rientra nei preparativi alle celebrazioni del No Ruz. E' tradizione antichissima che, alla vigilia di questo mercoledì, gli iraniani accendano dei piccoli falò nelle strade, attraverso i quali tutti devono saltare per assicurarsi un po' di fortuna nell'anno avvenire. Le fiamme, così dicono, liberano il corpo da ogni spirito maligno.
Momento di solidarietà ed interculturalità Una relazione interculturale implica, infatti, almeno due soggetti portatori di cultura. Implica il reciproco incontro in un luogo di scambio di percorsi storici, esperienze, materia: idee, narrazioni, doni, oggetti e cibo. Due culture si relazionano attraverso questa reciproca condivisione di un atto di scambio in cui si riconosca non solo e non tanto una utilità, ma anche elementi di curiosità, novità, piacere intellettuale. No-Ruz è un'occasione per realizzare uno dei processi di formazione di ciò che chiamiamo " gli ambienti di riferimento culturali" degli uni e degli altri, in altre parole, gli occhiali attraverso i quali ciascun "protagonista" guarda il mondo.
La cena di No-Ruz Sostanzialmente le pietanze preparate, per questa ricorrenza, simboleggiano l’auspicio che il nuovo anno porti fortuna e serenità. Siamo onorati di presentarvi il secolare menù della serata: Kashke badmjian, mirza ghassemy, Dolmè: antipasti regionali; Ashe-Rshte:, minestra con tagliolini salati, che rispecchiano le difficoltà della vita ( l’intreccio dei tagliolini); Sabzi polo ba mahi: riso incorniciato di erbe aromatiche, che ci ricordano il rinnovamento della vita e il pesce che esaurisce il suo dominio nello zodiaco; Kkuku sabzi: frittata di prezzemolo, erba cipollina, coriandolo, aneto; Zulbia va Bamiyeh, Nan Khmeyi va bastanì: Dessert; Sharab – e - sefid va ghermez: Vino rosso e bianco; Ciai va Ghahveh: Tè e caffè . Durante la consumazione delle pietanze saremo intrattenuti, dalla musica persiana ( classica e moderna) e dalla danza persiana.
Unione per la democrazia in Iran ( Regione Veneto) Per informazioni e prenotazioni: updi@libero.it
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