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8 febbraio 2008: due donne ed un uomo sono stati condannati alla lapidazione in Iran nei giorni scorsi, dopo essere stati riconosciuti colpevoli di adulterio. Secondo il quotidiano Etemad del 4 febbraio, la Corte Suprema iraniana ha confermato le condanne alla lapidazione di due sorelle, identificate solo come Zohreh, 28 anni, e Azar, 27, che potrebbero quindi essere giustiziate in qualsiasi momento. Sono entrambe sposate e risiedono a Shahriar, un sobborgo vicino a Teheran. Secondo il loro avvocato, Jabar Solati, le due donne sono state condannate senza prove. Zohreh e Azar, ha sottolineato l'avvocato, erano state denunciate dal marito della prima, che, spinto dalla gelosia, aveva nascosto una telecamera nell'abitazione in cui viveva con la moglie per filmarla quando lui era assente. Sarebbe emerso che le due sorelle ricevevano degli uomini, e per questo erano state condannate a 99 frustate per 'relazioni illegali'. Sei mesi dopo essere state sottoposte alla punizione corporale, sono state convocate davanti ad un altro tribunale, che le ha riconosciute colpevoli di adulterio. L’uomo condannato alla lapidazione è il 49enne Abdollah Farivar, insegnante di musica sposato con due figli, riconosciuto colpevole il 1° febbraio dal tribunale della città di Sari di aver avuto una relazione con una delle sue allieve. La famiglia del condannato sostiene invece che non si tratterebbe di adulterio, poiché l'insegnante aveva contratto con la ragazza un “Sigheh” (matrimonio a tempo). Sempre in Iran, il 30 gennaio un uomo è stato giustiziato nel Khuzestan, provincia a maggioranza araba. L’impiccagione di Zamel Bavi, noto separatista arabo, è stata effettuata in una prigione della città di Ahwaz, capoluogo provinciale. Bavi era stato condannato a morte per “insurrezione armata”. Il 5 febbraio, un giovane di 22 anni identificato soltanto come Mohsen è stato condannato a morte per consumo di alcolici, avendo violato per la quarta volta il relativo divieto. In base alla Sharia in vigore in Iran, la persona sorpresa per la quarta volta a consumare alcolici e che confessa può essere condannata alla pena capitale, nonostante – secondo i locali esperti di diritto - l’esecuzione della condanna sia improbabile. Per quanto riguarda i minorenni, sono nove quelli detenuti nel carcere iraniano di Rajaishahr in attesa di essere giustiziati. Condannati a morte per reati commessi da adolescenti, i nove saranno messi a morte quando raggiungeranno il diciottesimo anno di età. Si tratta di Benjamin Rasouli, Behrooz Shojaii, Morteza Feizi, Massoud Kafishir, Saiid Gazi, Hossein Taranj, Mehdi Azimi, Hamed Pour Heydari e Mostafa Naghdsisono, tutti rinchiusi nel carcere situato a circa 100 km dalla capitale Teheran. Per saperne di piu' : Nessuno Tocchi Caino |