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Unione per la Democrazia in Iran e il 1°Maggio 2005
Difensori della libertà di tutto il mondo! Sono ormai tre anni che nel Medio e Vicino Oriente gli interventi degli eserciti delle potenze militari, capeggiati dall'impero USA, sono senza sosta . I dittatori più sanguinari, difesi per decenni dagli stessi invasori, sono stati rovesciati in nome della libertà e della giustizia sociale senza che siano stati raggiunti gli obbiettivi ufficialmente dichiarati. Il mondo osserva ogni giorno quanto la lotta al terrorismo sia diventata un rafforzamento dello stesso. Senza dimenticare che l’ Afghanistan e l’Iraq oggi si trovano in una precarietà sociale, politica ed economica, più evidente di prima. Anche i popoli dell'Iran da oltre 26 anni stanno pagando un prezzo altissimo per la conquista della libertà e nonostante i massacri dei prigionieri politici, le uccisioni degli scrittori, dei poeti, degli insegnanti e la repressioni degli operai, dei lavoratori, delle donne, la lotta per la conquista dei diritti umani non si ferma. Il 1°Maggio è un giorno che rappresenta il simbolo assoluto della lotta di emancipazione degli sfruttati per un mondo migliore. Nelle società industrializzate i lavoratori, ricordando attivamente questo giorno, difendono nello stesso momento le loro conquiste sociali e civili. Ma nella società iraniana, oltre ad avere un’inflazione a due cifre, la povertà è sempre in aumento e il potere d'acquisto sempre in diminuzione. Basterà pensare che la moneta iraniana, nei confronti di tutte le monete del mondo ed in particolare nei confronti del dollaro, vale cento volte in meno rispetto a ventisei anni fa. Le lotte degli operai iraniani per il riconoscimento dei loro più elementari diritti sono definite dal regime teocratico peccati mortali. Le organizzazioni politiche spesso sono assenti e quando si presentano sono talmente frazionate che contano poco, in quanto non esiste alcun riconoscimento e quindi sono fuori legge. I popoli dell'Iran, mentre appoggiano in modo incondizionato il movimento internazionale contro la guerra, desiderano esprimere l'amicizia e la fratellanza con tutti i popoli che si battono per la conquista della libertà e della democrazia.Il primo Maggio di quest'anno è un’occasione internazionale per ribadire che, in Iran, i sindacati sono controllati dalle bande armate del regime. Ogni giorno in Iran vengono incarcerati e torturati a decine i lavoratori ed i loro rappresentanti, colpevoli di avere anche solo difeso verbalmente i loro diritti.Quindi il 1° Maggio in Iran deve essere, oltre ad una giornata di lotta, anche una giornata per rivendicare un passaggio verso forme democratiche di rappresentanza politica, poiché non è una società moderna quella in cui il giureconsulto decreta le sue leggi divine su tutte le sfere sociali. Il processo di trasformazione deve coinvolgere tutta la società civile; è questa una premessa insostituibile per procedere nella lotta per la democrazia, la giustizia, la civiltà. Un regime che governa come se fosse un califfato -e sostenuto dal 10-15% del pseudo-suffragio universale- non può agire diversamente che con il terrorismo, la pena di morte e esecuzioni capitali nei luoghi pubblici. Un simile regime non può non causare un degrado dell’intera società con la diffusione della droga tra i giovani, con la svendita totale della ricchezza del paese, con l’ inserimento delle minorenni nel mercato della prostituzione in Iran e nei paesi del Golfo Persico (Dubai, Emirati Arabi ecc.). Noi dell'Unione per Democrazia In Iran –Regione Veneto updi@libero.it , chiediamo ai lavoratori italiani e ai loro rappresentanti di attivarsi con forza affinché tutta la politica italiana, ed in particolare il Governo Italiano, condanni il Regime Barbaro della Repubblica Islamica in Iran, difendendo il diritto di esistenza dei sindacati e dei loro rappresentanti per l'emancipazione dei lavoratori schiavizzati ogni giorno di più dal Regime e dalle loro bande . updi@libero.it
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