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Fiaccolata volantino del 9.9.04 No alla guerra e al terrorismo Il massacro degli innocenti a Beslan, il rapimento delle operatrici di pace a Baghdad: siamo tutti contro il terrorismo. Affinché non sia uno slogan privo di significato, bisogna avere la lucidità di affermare che vi sono, nella comunità mondiale, due differenti modi per rispondere a questo fenomeno: 1) affrontare militarmente i terroristi, puntando ad una sfida su chi abbia maggiori capacità di distruzione 2) affrontare le cause sociali, culturali, materiali del terrorismo, puntando alla ricostruzione di un terreno di mediazione e dialogo politicoLa prima via è quella che perseguono, con grande impegno e dedizione, le gerarchie militari e politiche dei Presidenti Bush e Putin ed i loro alleati. E’ la via dello scontro senza fine poiché quando si mette un popolo, un popolo qualsiasi, in condizione disperate, senza vie di fuga, alcuni dei suoi uomini e donne, agiranno in preda al furore dei disperati e cosa può produrre il furore della disperazione lo vediamo ogni minuto nel mondo intero. Questa via non persegue la pace: persegue il mantenimento di un stato generale di terrore sul quale quelle gerarchie politiche e militari costruiscono le loro carriere e fortune. Questa via necessita dei terroristi come i terroristi necessitano di questi politici in preda alla follia. Questa è la via ampiamente utilizzata in questi decenni ed ha alimentato focolai ovunque nel mondo e pertanto bisogna lucidamente riconoscere che non funziona!! Una seconda strada è quella di mettere in atto processi che diminuiscano i conflitti, che diano un segnale di dialogo ad intere nazioni. Riconoscendo ai popoli diritti, capacità di autodeterminazione e autonomia politica. Per questo non è mai stata così maturo il ritiro delle truppe di occupazione in Iraq. Prima che l’intera società irachena non trovi altro punto di riferimento che gli integralisti, ampiamente foraggiati dalla Repubblica Islamica dell’Iran, prima che un intero popolo perda ogni speranza e si trasformi definitivamente l’Iraq in una nuova Cecenia.L’occupazione dell’Iraq non ha funzionato ed è una strada senza sbocco!!! Noi, dell’Unione per la Democrazia in Iran - Regione Veneto( updi@libero.it), dichiariamo a chiara lettere che conditio sine qua non, per la democrazia nell’area, è il ritiro immediato delle truppe straniere nella zona del vicino e medio – oriente. Quindi invitiamo tutte le forze democratiche e progressiste, di qualsiasi fede e dottrina, di protestare contro la guerra e la permanenza delle truppe italiane in Iraq e condannare qualsiasi atto terrorista nei confronti dei civili di qualsiasi nazionalità. Solo così si potrà dare un esempio di tolleranza e di democrazia. Updi@libero.it |